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Riforma dei municipi, Crivello: “Si vogliono trasformare in passacarte dell’ufficio di Bucci”

Secondo il consigliere comunale di centrosinistra il progetto è un modo per ridimensionare l'opposizione in vista delle elezioni del 2022

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Genova. La giunta comunale genovese, retta dal centrodestra e dal sindaco Marco Bucci, ha avviato una riforma del sistema dei municipi che non piace all’opposizione (e in parte neppure alla maggioranza) e che sta sollevando aperte critiche ormai da settimane. Sul tema anche l’intervento del consigliere comunale della Lista Crivello, Gianni Crivello, che riceviamo e pubblichiamo.

“Ho deciso di intervenire dopo aver letto dichiarazioni e ricostruzioni politiche in riferimento ai ruoli dei municipi che non corrispondono alle esperienze di questi anni e che non trovano nessun riscontro nel programma elettorale del candidato Bucci e tantomeno nel documento programmatico del sindaco in carica.

Un primo esempio concreto nasce dalle affermazioni dei presidenti di centrodestra che avrebbero dichiarato che la recente riforma sarebbe in contrasto con il programma della maggioranza. Cari presidenti di centrodestra, vi invito a trovare un solo rigo che indichi, nei documenti citati, tali teorie.

Il primo dato oggettivo è il seguente: Bucci ha nominato un assessore con delega ai Municipi a dicembre 2020, quasi a fine mandato, dal 2017 in poi infatti se ne erano occupati due consiglieri delegati, rimossi dall’incarico con le tipiche modalità del sindaco-imperatore, ovviamente è inevitabile ricordare le sostanziali differenze tra il ruolo di un assessore e quello di un consigliere comunale delegato. È giusto rilevare che questa pseudo riforma interverrà pesantemente sui poteri dei municipi, ridimensionandoli ulteriormente, riducendoli a passacarte di decisioni assunte tutte al “sesto piano” di palazzo Tursi, ripeto al “sesto piano”, nell’ufficio di Bucci e non nella sala rossa del consiglio comunale e tantomeno nella sala giunta comunale.

Tornando ad alcuni anni fa ricordiamo quanto urlò il candidato Bucci, colui che non ama definirsi “politico” ma “manager”, al teatro del Ponente a fine campagna elettorale: “…. io valorizzerò ulteriormente i municipi, garantendo loro un finanziamento di 5 milioni cadauno all’anno, per un totale di 45 milioni ai 9 Municipi”, ipotesi ovviamente scomparsa nel nulla, come era ovvio si trattava di qualcosa di più di una “promessa da marinaio”, anzi la favoletta degli incrementi si trasformò in pesanti tagli ai bilanci municipali.

A tale proposito è bene ricordare che la giunta Doria e il sottoscritto, quale assessore alle relazioni con i municipi, oltre a confermare i noti 281.000 € di conto capitale, oggi in discussione, decisero di integrare le risorse citate nel 2014 con 200.000 €, nel 2015 con 400.000 €, nel 2016 con 400.000 €. In tre anni quindi i municipi oltre ai 281.000 € poterono investire sul proprio territorio, per migliorare la qualità della vita della loro comunità: 1 milione di euro in più. Tale scelta fu azzerata e mai ripresa dal centro destra. lo sfido Bucci e la sua giunta a dimostrare il contrario.

Esiste una sola verità che alcuni rischiano di sottovalutare mentre altri volutamente sottacciono: il valore della democrazia e della partecipazione. Le scelte istituzionali che spesso si intrecciano con lo statuto e i vari regolamenti, dovrebbero avere un unico obbiettivo: il buon governo della città e il coinvolgimento dei municipi quali rappresentanti più che legittimi e vicini ai genovesi, la verità è che per la destra gli stessi municipi non rappresentano il Comune sul territorio. Bucci e i suoi accoliti considerano i presidenti, le giunte, i consigli municipali non rappresentanti eletti democraticamente dai cittadini ma dei dipendenti, persone al loro “servizio”, insomma soggetti senza un minimo di autonomia politica. Si tratta quindi di una visione diametralmente opposta a quella della sinistra che crede nel coinvolgimento dei cittadini, delle scuole, delle associazioni, del volontariato e di quel ricco tessuto che fa di Genova una città che crede nella partecipazione attiva dei propri territori.

Questa visione che per noi è irrinunciabile per lui è un fastidio, una perdita di tempo, che disturba il manovratore, come conferma il suo atteggiamento durante ogni Consiglio Comunale, assemblea istituzionale, eletta democraticamente dai cittadini, spesso svilita e sminuita nel suo ruolo.

E allora battiamoci e lottiamo democraticamente, insieme ai genovesi, con la convinzione e la consapevolezza che i municipi devono avere più poteri e più risorse. La democrazia non è una gentile concessione di Marco Bucci è un diritto acquisito che va difeso. Noi saremo a fianco dei nove municipi in maniera coesa e trasversale. Tuttavia abbiamo un sospetto, che temiamo si tratti di una certezza, a oggi il centrodestra governa 3 municipi su 9 per cui ridurre se non azzerare i poteri delle istituzioni municipali significherebbe ridimensionare in maniera pesantissima il ruolo dei 6 Municipi governati da maggioranze di centro sinistra e M5S, maggioranze alle quali Bucci vuole azzerare i poteri e la visibilità in vista delle prossime elezioni amministrative del 2022″.