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“Presidente, conosce le bombe?” Lettera minatoria al governatore Toti

Intensificata la vigilanza sotto la sede della Regione Liguria e sotto casa del presidente

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Genova. Una lettera minatoria è stata inviata una decina di giorni fa al governatore ligure Giovanni Toti. Nella lettera, scritta a mano, e arrivata in Regione il 24 dicembre, si chiede che bar e ristoranti vengano riaperti per Natale.

Diversamente faremo disastri” scrive l’anonimo. Poi la minaccia diretta: “Presidente, conosce le bombe?”

La lettera, che ha un timbro illegibile ma è certamente passata dal centro di smistamento di Genova, è al vaglio degli investigatori della Digos. Da un punto di vista del rischio reale la minaccia viene considerata di poco rilievo.

Tuttavia la Questura ha predisposto un’intensificazione della vigilanza sotto la sede della Regione Liguria e sotto casa del presidente Giovanni Toti.

Sulla lettera sono stati disposti una serie di accertamenti tecnico-scientifici a cominciare dalla ricerca di eventuali impronte digitali.

“Capiamo l’esasperazione di chi non può lavorare, sfamare la propria famiglia, con risarcimenti spesso tardivi e irrisori – ha commentato poco dopo il presidente Toti sulla sua Pagina – Ma sono inaccettabili i messaggi di minacce che parlano di bombe e fanno sprofondare il nostro Paese in un clima d’odio. Ci siamo sempre battuti per misure equilibrate a difesa delle nostre imprese. Continueremo a farlo ma non certo perché spinti da minacce e insulti. Grazie a tutti per la solidarietà bipartisan ricevuta in queste ore, non ci fermiamo!”.

Quasi immediati sono arrivati bipartisan gli attestati di solidarietà al presidente Toti.

“Solidarietà della Lega al presidente Toti per la lettera vile che ha ricevuto – dice il deputato Edoardo Rixi, commissario della Lega in Liguria – Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati presto. Chi usa intimidazioni e minacce prova a tenere sotto scacco la Regione, ma non ci riusciranno. Il clima è avvelenato da scelte contraddittorie di un Governo di dilettanti”. Solidarietà è arrivata anche da tutto il gruppo della Lega in Regione Liguria.

“Speravamo di iniziare questo 2021 con un altro passo – dice in una nota il gruppo Cambiamo! – E invece l’anno si è aperto così, con le polemiche al benvenuto al mondo della prima nata a Genova e con le minacce di violenza scritte in forma anonima. Rinnoviamo l’invito ad abbassare i toni e a mantenere anche la più aspra polemica politica nel solco del reciproco rispetto”.

Solidarietà anche da Liguria Popolare: “Il clima di tensione sociale che si è creato a causa della situazione economica rischia di diventare insostenibile – afferma il presidente Andrea Costa – la violenza sia fisica che verbale non può trovare alcune giustificazione e mi auguro che il responsabile di questo gesto vile sia identificato al più presto”.

“La nostra solidarietà al presidente Giovanni Toti – dicono i parlamentari di Forza Italia Roberto Cassinelli e Roberto Bagnasco – destinatario di una lettera minatoria in cui si minaccia l’uso di una bomba. Intimidazione che, ne siamo certi, non fermerà il lavoro della Regione Liguria al fianco dei commercianti e delle categorie esposte alle scelte del Governo senza riceverne i sostegni necessari”.

“Esprimiamo solidarietà al presidente Toti per la lettera minatoria ricevuta nei giorni scorsi – commentato il segretario Pd Liguria Simone Farello e il capogruppo in Regione Luca Garibaldi – Un messaggio violento e delirante, che ricorda i periodi più bui della storia del nostro Paese. La violenza, fisica e verbale, e le minacce non possono trovare alcuna giustificazione. Confidiamo che le forze dell’ordine facciano piena luce su questa vicenda”.

“Ferma condanna” anche da parte del M5S della Liguria che in una nota dice tuttavia che “se da certa politica in generale i toni fossero più pacati, forse non si alimenterebbero le farneticazioni di quello che è senza ombra di dubbio uno sparuto numero di persone. Siamo ancora in tempo per far sì che il 2021 parta con un messaggio diverso: di speranza e non di assurde e inutili divisioni; di pace e certamente non di violenza, compresa quelle di parole e pensieri indegni di una società civile”.

Anche il sindaco di Genova Marco Bucci in un post esprime solidarietà al governatore: “Un gesto grave e inqualificabile – dice Bucci – Viviamo un momento storico delicato nel quale chi è al vertice di istituzioni pubbliche ha il compito di prendere decisioni utili alla collettività seppure, talvolta, impopolari. E ha il dovere di accettare e far rispettare norme che derivano da enti superiori al proprio. So con quanta passione e amore per i liguri e la Liguria Giovanni lavora ogni giorno e sono certo che non saranno stupide minacce a fermare il suo operato”.

“Conoscendo benissimo il grido di dolore che si alza da chi vuole lavorare e vuol tenere in vita le proprie aziende, condanno fermamente la grave minaccia recapitata per posta ed esprimo, unitamente a tutto il mio partito, la più forte vicinanza e solidarietà a Giovanni Toti” commenta l’assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino.

“In questi primi mesi di lavoro mi sono resa conto come la situazione economica di molti sia al limite e come alcune categorie soffrano più di altre – dice l’assessore Simona Ferro – ma ciò non giustifica, né ora né mai, parole come quelle inviate a Giovanni Toti. Il numero altissimo di aziende che hanno chiuso nell’anno appena trascorso sono la testimonianza come vi sia una reale emergenza e questo vile attacco alla democrazia è un pessimo segnale di quanto potrà accadere un domani se il governo non deciderà di mettere mano seriamente alla questione socio/economica”.