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Polemiche sui nuovi nati, l’associazione Nuovi profili chiede un incontro a Toti

"Sarebbe per noi un onore avere la possibilità di presentarLe di persona alcune proposte sull’inclusione e valorizzazione dei cittadini con background migratorio nella nostra regione"

Genova. Dopo le polemiche sulla piccola Greta, prima nata da Genova da genitori nigeriani che il presidente Toti ha definito ligure in quanto nata in Liguria con successiva polemica da parte della Lega, oggi l’associazione Nuovi Profili, fondata a Genova da giovani con background migratorio, che sono nati e/o cresciuti nella nostra città chiede un incontro proprio con il governatore della Liguria.

Ecco il testo completo della lettera:

Sono Kaabour SiMohamed, co-fondatore dell’associazione Nuovi Profili, con sede a Genova, nata nel 2008 dalla volontà di giovani con background migratorio e non, nati e/o cresciuti in Liguria. La stessa organizzazione è
associata al CoNNGI – Coordinamento Nazionale Nuove Generazioni Italiane, di cui sono presidente, nato in seno al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Le difficoltà dovute alla pandemia hanno messo in luce la necessità di salvaguardare e rafforzare il nostro senso di comunità. I cittadini liguri di origine straniera e non, in forme diverse danno il loro contributo, a testimonianza che l’unione fa buona la differenza. Quanto ha scatenato la notizia che la prima neonata ligure è figlia di una coppia di cittadini originari della Nigeria, non rispecchia il vivere e il pensare civile della nostra regione, la cui storia è frutto di intrecci culturali tra popoli.
La Sua risposta a tutta quella violenza verbale è stata oggettiva e ci congratuliamo per il messaggio che Lei ha voluto rilanciare affermando che “chi nasce in Liguria è ligure”. Consci che Lei non allude ad alcun ius soli, come ripreso da esponenti della Sua maggioranza, ci teniamo a precisare, a supporto della Sua dichiarazione, che l’inclusione parte dalla scelta di parole gentili capaci di far sentire a “casa” chiunque sia disposto a vivere nel rispetto dei valori e delle leggi italiane. Ancor più una bambina, neonata.

Alcuna proposta sul tavolo dell’onorevole Giuseppe Brescia, presidente della I Commissione Affari costituzionali della Presidenza del Consiglio e Interni, avanza una riforma della legge di cittadinanza per puro diritto di suolo. In forme diverse, le proposte presentano tutte un percorso di riconoscimento che mette a valore il tempo di residenza o la conclusione di un ciclo scolastico.
Ci teniamo a precisare però, che il senso di appartenenza nessuno può “misurarlo”, ma certamente può essere coltivato e rafforzato. Noi ne siamo la prova. Come la nostra giovanissima concittadina Greater, siamo nati da
genitori emigrati in Italia, frequentiamo scuole di ogni ordine e grado, lavoriamo e contribuiamo alla vita sociale, culturale ed economica delle nostre regioni.

Tutto questo c’entra con i diritti politici, ancora non garantiti, e il nostro impegno è a favore di un’inclusione che non si limiti a considerare le persone in base alla loro utilità lavorativa, ma a valorizzarne i sentimenti di appartenenza. Quelli che qualcuno semplifica parlando di “identità” monolitica, senza considerarne le plurali interpretazioni e rappresentazioni.
Considerando la Sua sensibilità verso questi argomenti e confidando nella Sua disponibilità a sostenere la nostra visione di una Liguria aperta e civile, sarebbe per noi un onore avere la possibilità di presentarLe di persona
alcune proposte sull’inclusione e valorizzazione dei cittadini con background migratorio nella nostra regione.

Progetti e proposte che conciliano socialità, educazione, patrimonio culturale e le plurali soggettività al fine di rafforzare la coesione sociale e il senso di appartenenza al territorio, ai valori e alle tradizioni delle nostre
comunità. Pari opportunità, in diritti e doveri, per il costituirsi di una comunità che si prende cura della persona fin dai suoi primi vagiti, senza distinzione alcuna.

La ringraziamo per la Sua attenzione e attediamo fiduciosi un Suo riscontro.