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Pendolari della Valle Stura: “Inascoltati, servono più treni e vere manutenzioni”

"I convogli sono insufficienti, e così i pendolari sono condannati a passare la loro vita in viaggio"

Genova. “Invitiamo l’assessore Berrino a raggiungere Rossiglione oppure Ovada domani mattina per toccare con mano l’odissea che i pendolari devono affrontare per andare a lavorare“. Con questo ‘invito’ rivolto alla politica nel suo attuale rappresentante regionale in tema di trasporti, i rappresentanti del Comitato difesa trasporti Valli Stura e Orba, ovvero i pendolari, concludono l’intervista raccolta da Genova24, all’indomani dell’ultima frana che ha di fatto bloccato per almeno 48 ore la ferroviaria Genova – Acqui Terme, e che nei prossimi recherà nuovi disagi.

Sì perché questo episodio si somma a tutta una serie di eventi legati al dissesto che in questi ultimi mesi, se non anni, sta di fatto tenendo in ostaggio la grande vallata dell’entroterra della nostra città: “Sono anni che chiediamo che sulle linee dei pendolari sia messo in campo un vero piano di manutenzioni – spiegano – che significa non solo treni nuovi ma anche mettere in sicurezza il tracciato e prevenire certe situazioni che puntualmente ‘capitano’ ad ogni pioggia“.

Ma non solo: “La nostra richiesta, inascoltata, è quella di inserire una coppia di treni in più che possa coprire i buchi orari della linea regionale – sottolineano – che vedono ancora delle fasce scoperte che obbligano cittadini e lavoratori ad arrangiarsi con i mezzi privati, che in per la Valle Stura significa prendere un’autostrada, la A26, che da oltre un anno, e per i prossimi dieci, è e sarà ostaggio dei cantieri per le manutenzioni urgenti”. Nel dettaglio “La fascia oraria del primo pomeriggio è totalmente scoperta, con un buco di oltre tre ore, cosa che obbliga lavoratori e studenti a veri e propri salti mortali“.

“Quindi noi siamo contenti che si gioisca per lo sblocco, per ora sulla carta, del raddoppio a ponente – concludono – ma bisognerebbe saper gestire quelle che già ci sono per assicurare il diritto a centinaia di cittadini di non vivere in viaggio“.