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Nuovo cemento a Genova, M5s all’attacco: “Bucci asservito agli interessi dei privati”

I pentastellati contestano i progetti di trasformazione a Vesima, Quarto e Nervi ma anche la cabinovia del Lagaccio e l'ampliamento della Panarello

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Genova. “Le continue modifiche al Puc sembra stiano diventando lo strumento da utilizzare per un interesse singolo e non collettivo”. È l’attacco che arriva dal Movimento 5 Stelle alla giunta Bucci sulle numerose operazioni di trasformazione urbana che interessano vari quartieri.

I cinque stelle citano il caso di Vesima, dove si prevede la realizzazione di 250 alloggi residenziali da parte dei Cattaneo, ma anche “il centro storico con l’abitabilità dei bassi” e “il cuore verde di Genova con la modifica pro Panarello da zona parco a zona industriale. E che dire dell’assurda cabinovia con piloni alti 70 metri sulle teste del Lagaccio, o della ‘vasca’ sul supermercato a Campostano e, notizia fresca, dei campi da calcetto all’interno di un nuovo supermercato Sogegross in via Carrara con parcheggi interrati? È evidente la totale mancanza di visione e di rispetto per il territorio e per la sua protezione. Che fine hanno fatto la tutela ambientale e paesaggistica?”, si chiedono i pentastellati genovesi.

Sul caso dell’ampliamento della Panarello interviene il consigliere Stefano Giordano: “È un’azienda storica che va sostenuta, ma certamente  non a spese del territorio già di per sé così fragile. Ha richiesto legittimamente un ampliamento che doveva però essere analizzato nel suo insieme. Purtroppo, come di consueto, questo non è avvenuto per l’incapacità dell’amministrazione di redigere un serio piano industriale: il centrodestra ha preferito produrre accelerazioni verso una continua cementificazione”.

“Per quale motivo – continuano i consiglieri pentastellati – oggi si porta un pacchetto preconfezionato esente da una possibilità di dialogo collettivo dell’aula? Pensiamo a questo punto che interessi a noi sconosciuti, o semplicemente ipotizzabili, possano essere il movente di questa distruzione sistematica dell’assetto urbanistico di Genova. Riteniamo che sia prioritario, sia nell’interesse collettivo che in quello di un’azienda che ha necessità di espandersi, trovare soluzioni di dislocamento congrue con le esigenze del territorio. Serve un piano industriale degno tanto dell’azienda quanto della città”.

“Portare invece avanti questo progetto pieno di errori insanabili in una semplice commissione e che necessitano invece di un blocco immediato della delibera in quanto violano norme ampiamente descritte dal Comitato e da Italia Nostra, fa sorgere molti dubbi sulla legittimità e sulla trasparenza degli iter scelti. Enormi poi i dubbi sulla violazione di possibili norme che regolano gli aspetti penali dell’intera operazione. Genova ha già pagato un conto salatissimo negli anni sull’altare della cementificazione selvaggia. Un conto evidentemente dimenticato, visto che qui non si parla mai di protezione e investimenti per contrastare il dissesto idrogeologico quanto piuttosto di modifiche al Puc per dare il la a nuovi supermercati, parcheggi, centri commerciali”, aggiunge Giordano.

“Ricordiamo bene le promesse dell’attuale sindaco in campagna elettorale sulla media-grande distribuzione. Promesse disattese. Bugie maldestramente camuffate: le concessioni ai soliti noti le chiamano sostituzione. In realtà, danno spazio sempre agli stessi soggetti (Basko, Sogegross, ora anche Esselunga) perché rifiutano una visione più complessiva della città che vada verso un coinvolgimento dei cittadini e verso una progettazione che preveda spazi per le piccole-medie imprese e per la reale socializzazione dei cittadini”, aggiunge la consigliera Maria Tini.

“I genovesi, secondo loro, dovrebbero giocare a calcetto o a bocce in mezzo al caos del traffico generato da un grande supermercato. Bel modo si rilassarsi e godere degli spazi sempre più risicati. Spazi dove magari piantano sei alberi, pensando di fare così il proprio dovere: ma queste sono foglie di fico oltre che mastodontiche prese per i fondelli. Quello che in realtà vogliono è che tutti diventino asserviti al commercio e ai loro interessi”, concludono i pentastellati.