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Lunedì anche a Genova il mondo della scuola scende in piazza: “Servono investimenti strutturali”

Appuntamento alle 15 per l'iniziativa organizzata da Priorità alla scuola, E' già settembre e Uds

Genova. Protesta del mondo della scuola lunedì pomeriggio anche a Genova. L’appuntamento è alle 15 in piazza De Ferrari. Ad organizzarla in diverse città italiane è il comitato Priorità alla scuola, insieme alla rete E’ già settembre e all’unione degli studenti.

“Il rientro a scuola del 25 gennaio a Genova e in tutta la Liguria non è sufficiente per farci dimenticare tutti i problemi esplosi negli ultimi 11 mesi di didattica a distanza, diritto allo studio in crisi e precarietà sistematica per tutti i lavoratori della conoscenza” spiegano gli organizzatori

“Fino ad ora il ministero si è preoccupato solo di consegnare le colpe del rientro mancato alle regioni, in un paese che ha 34mila studenti e studentesse a rischio dispersione scolastica solo a causa pandemia e solo il 7% di investimento del Next Generation Plan italiano su istruzione e accessibilità al diritto allo studio” dicono.

“E’ Inaccettabile pensare che un rientro impreparato sia sufficiente a rispondere alle necessità di tutta la popolazione dei luoghi della formazione – aggiungono – e il piano trasportistico regionale che in questi giorni si sta discutendo non è chiaro sui costi del servizio, che proprio in Liguria raggiunge i livelli di costo più alti nel Paese: 374 euro all’anno per gli abbonamenti di studenti e lavoratori secondo il rapporto Cittadinanzattiva”.

“Pretendiamo che il diritto alla mobilità sia garantito a tutti gli studenti e lavoratori e che venga convocato un tavolo di confronto sui finanziamenti alla legge regionale sul diritto allo studio con l’assessorato regionale”

Altro tema irrisolto è quello del precariato: “Lo storico precariato nel mondo della scuola, lungi dall’essere risolto sfruttando come occasione le necessità imposte dalla pandemia – dicono gli studenti e gli insegnanti che promuovono la protesta – ha reso ancora più difficile la riapertura scolastica proprio in un momento in cui serviva più personale, sia docente che amministrativo e tecnico e in tempi rapidi”.

E come se non bastasse “nel 2020 sono state inserite nuove modalità di reclutamento delle/dei precari attraverso una piattaforma on line che ha creato numerosi problemi e conseguenti ricorsi, lasciando scoperte le scuole nei primi mesi dell’anno scolastico. Il Miur deve assumere a tempo indeterminato tutto il personale di cui ha bisogno”.

Alla manifestazione hanno aderito anche i sindacati Uil, Cgil e Cobas.