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Le aziende dei bus turistici: “Se salta la riapertura delle scuole per noi è un dramma”

Il governo posticipa all'11 gennaio, poi si rischia la chiusura a oltranza: "Continuiamo a illudere i nostri autisti dopo 10 mesi di buio totale"

Genova. Doveva essere una boccata d’ossigeno dopo mesi e mesi di fermo totale che avevano già lasciato sul campo una vittima, la storica azienda genovese Robba costretta a dichiarare il fallimento. Lo stop alla riapertura delle scuole superiori deciso dal governo – almeno fino all’11 gennaio, con possibile slittamento ulteriore in caso di ingresso in zona arancione o rossa – è l’ennesima mazzata sul settore dei bus turistici che stavolta era davvero pronto a dare una mano al trasporto pubblico.

“Se i ragazzi non tornano in classe per noi è un dramma, l’accordo salta e non ci verrà riconosciuto alcun indennizzo – spiega Renzo Balbi, titolare di GenovaRent e rappresentante delle aziende del settore -. Inoltre abbiamo il problema della gestione dei servizi. Oggi avremmo dovuto predisporre il rientro dalla cassa integrazione, l’assunzione di nuovo personale e riassicurare i mezzi che erano tutti fermi. Viene tutto rimandato, ma a quando?”.

GenovaRent è una delle due aziende alle quali Amt (che dal 1° gennaio ha assorbito anche Atp) aveva affidato per il mese di gennaio l’esercizio delle navette riservate agli studenti, l’altra è Della Penna che ha già in appalto il Volabus e alcuni servizi integrativi. Per ora restano fermi in garage 66 autobus gran turismo, 32 destinati a dodici linee urbane su Genova e altri 34 per le corse extraurbane, che avrebbero dovuto debuttare il 7 gennaio col ritorno in classe del 50% degli studenti delle superiori.

Il governo adesso ha fissato l’11 gennaio come data per la riapertura degli istituti, ma non è detto che in Liguria venga traguardata. Perché il Consiglio dei ministri ieri ha anche approvato l’inasprimento delle soglie di Rt per la classificazione delle zone di rischio, ed è estremamente probabile che la nostra regione diventi arancione o rossa dalla prossima settimana, eventualità temuta dallo stesso presidente Toti che aveva chiesto di rinviare il ritorno tra i banchi per evitare di doverle chiudere nuovamente dopo appena due giorni. Del resto non è ancora chiaro come saranno gestite le scuole nelle nuove fasce colorate. L’incertezza, insomma, è totale.

Continuiamo a illudere i nostri autisti fiduciosi – continua Balbi -. Grazie a questa collaborazione pubblico-privato avremmo potuto riprendere a lavorare dopo 10 mesi di buio e di fermo quasi totale. Le aziende del nostro settore hanno perso dall’85 al 99% del fatturato e una società storica si è già dovuta arrendere”. Nella stessa situazione in Liguria ci sono 30 aziende coinvolte dai piani delle singole Prefetture con l’obiettivo di sgravare i mezzi pubblici dal carico degli studenti.

Già a settembre, quando era suonata la prima campanella dell’anno scolastico, gli operatori privati si erano detti disponibili a dare una mano alle aziende di trasporto pubblico. La risposta fu negativa: anzitutto perché mancavano i soldi (ora invece il ministero dei Trasporti ha trovato 300 milioni, di cui 12 destinati alla Liguria), ma anche perché si pensava che i bus turistici non fossero adatti a svolgere servizi di linea in città. L’unico risultato tangibile furono gli assembramenti di ragazzi – e non solo – a bordo dei mezzi Amt. Una mancanza di lungimiranza che oggi sa sempre più di occasione persa.