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L’appello di 182 docenti genovesi: “Serve lungimiranza nelle decisioni sulla scuola, non misure di settimana in settimana”

I docenti chiedono di essere ascoltati nel momento in cui vengono prese decisioni che hanno pesanti ricadute sulla didattica

Genova. Un appello firmato da 182 docenti, capeggiati da quelli del Gastaldi-Abba, con la richiesta di organizzare l’orario delle lezioni in autonomia, di essere ascoltati nel momento in cui vengono prese decisioni che hanno pesanti ricadute sulla didattica e molto altro.

Una lettera rivolta al presidente del Consiglio dei ministri, al ministro dell’Istruzione, al presidente della Regione Liguria, all’assessore all’Istruzione della Regione Liguria, al presidente della commissione permanente Scuola della Regione Liguria, alle prefetture di Genova, La Spezia, Savona, Imperia, all’Ufficio Scolastico Regionale della Liguria, agli uffici scolastici provinciali della Liguria e per conoscenza alle sigle sindacali del territorio.

“Dall’inizio dell’anno scolastico abbiamo cambiato orari, assetti e organizzazione con frequenza quasi settimanale, gli studenti sono smarriti, noi docenti disorientati, il primo quadrimestre sta per finire, senza nessuna concreta certezza dell’efficacia del lavoro svolto né dell’organizzazione di quello futuro.
Chiediamo che ci sia lungimiranza nelle decisioni sulla scuola, che si valuti se e come tornare in presenza o continuare il lavoro a distanza su intervalli di tempo maggiori di una settimana.
Chiediamo, cioè, di conoscere le sorti della scuola nei prossimi mesi, perché il nostro lavoro è basato sulla programmazione, non sull’improvvisazione.
Chiediamo di essere ascoltati nel momento in cui vengono prese decisioni che hanno pesanti ricadute sulla didattica.
Chiediamo di non dover più tentare di adeguare l’orario scolastico a richieste inapplicabili, che non tengono neppure conto dei curricula dei diversi indirizzi di
studio, ma che si permetta di organizzare l’orario delle lezioni in autonomia e in collegamento diretto con le altre istituzioni scolastiche del distretto.
Chiediamo che venga riconosciuta la professionalità dei docenti e ricordiamo che il lavoro in presenza o a distanza presuppone una programmazione differente, non sempre riconvertibile, oltre che differenti ritmi di produzione e assimilazione.
Chiediamo, in poche parole, di poter svolgere il nostro lavoro con efficacia.
Auspichiamo che la situazione derivata dall’attuale emergenza sanitaria induca finalmente le autorità a interventi e investimenti – da troppo tempo promessi – che permettano alla nostra scuola di uscire rafforzata nella sua struttura, senza che le famiglie e il personale scolastico debbano sostituirsi al sistema e farsene carico”.