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Italia Nostra ricorre al Tar contro il Puc del Comune. Assessore Cenci: “Modifiche legittime”

Nel mirino la conversione dei "bassi" del centro storico, il via libera a nuove piscine e l'abbattimento di alberi per nuove costruzioni

Genova. Un no deciso all’abitabilità dei bassi del centro storico di Genova, ma anche un ferma opposizione alla possibilità di costruire box sotto le aree con alberi di alto fusto e di ampliare le piscine di grandi dimensioni. Sono queste le maggiori preoccupazioni degli ambientalisti genovesi che hanno spinto Italia Nostra ad impugnare il piano urbanistico del Comune di Genova davanti al Tar.

“Abbiamo depositato un ricorso al Tar – spiega il presidente della sezione genovese di Italia Nostra, Vincenzo Lagomarsino – contro le modifiche al piano. L’amministrazione, infatti, ha approvato alcune modifiche che non ci trovano assolutamente d’accordo, a partire dalla possibilità di trasformare i bassi del centro storico in abitazioni, una decisione che va a snaturare l’identità della città vecchia e, al tempo stesso, rischia di annientare il già fragile tessuto commerciale. Dal punto di vista ambientale, inoltre, temiamo che i provvedimenti del Comune possano portare a un abbattimento di piante di alto fusto”.

“L’Avvocatura del Comune di Genova sta predisponendo la risposta nelle sedi competenti al ricorso al Tar della Liguria presentato dall’associazione Italia Nostra onlus per l’annullamento della delibera, approvata dal consiglio comunale lo scorso 21 luglio, che ha introdotto alcune modifiche al Piano urbanistico comunale”. Questa la risposta dell’assessore all’Urbanistica del Comune di Genova Simonetta Cenci, che ribadisce la visione della giunta: “L’introduzione dell’abitabilità dei cosiddetti ‘bassi’ del Centro Storico nasca dalla precisa volontà di questa amministrazione di rigenerare il tessuto urbano di alcune porzioni di territorio, particolarmente degradate, attraverso la vivibilità diffusa, in particolare promuovendo la residenzialità di studenti universitari, in zone dove il tessuto commerciale risulta, ormai da tempo, praticamente assente”.

Ma non solo: “Ritengo utile specificare che, per quanto riguarda le piscine, si tratta di una modifica che riguarda solo quelle pertinenziali e che quindi non possono essere “oggettivamente” di grandi dimensioni anche nel rispetto di quanto stabilisce il testo unico dell’Edilizia. Va inoltre precisato che le suddette piscine possono esser realizzate solo nelle aree ambiti di Puc dove già ne era consentita la realizzazione, è stato soltanto eliminato un limite dimensionale troppo rigido e ristretto (30 mc) con un limite di proporzione rispetto all’abitazione alla quale sono a servizio, ciò anche in conformità a due sentenze del Tar sull’argomento. Per quanto riguarda la paventata eliminazione di verde, ribadiamo con forza che le nuove norme non consentono l’abbattimento di alberature ad alto fusto. Le modifiche apportate all’art 14 prevedono espressamente che i parcheggi siano ammessi nelle zone a verde strutturato solo se non vi è verde di pregio palme e alberature ad alto fusto. Al contrario di quanto contestato, la realizzazione di parcheggi esclusivamente pertinenziali è subordinata alla nuova piantumazione di alberature ad alto fusto intorno al parcheggio e alla sistemazione di verde pensile”.