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Influenza stagionale? Ai minimi storici, Icardi: “Altri effetti delle misure anti Covid”

C'entrano le mascherine, l'igiene e una vaccinazione più diffusa. Ma c'è anche il tema della "competizione virale"

Genova. “Le misure prese per limitare la diffusione del Sars-CoV-2, insieme alla vaccinazione, stanno facendo sì che i casi di influenza siano in Italia, e in Liguria, ai minimi degli ultimi anni, e anche una volta usciti dall’emergenza alcune lezioni imparate dovrebbero essere sempre messe in pratica, dall’igiene delle mani a gesti come starnutire nel gomito”.

Così, intervistato dall’Ansa, Giancarlo Icardi, direttore del dipartimento di Igiene del Policlinico San Martino di Genova, commentando gli ultimi dati dell’Istituto superiore di sanità sull’influenza stagionale.

“Il fatto che non vengano rilevati virus influenzali dipende da una serie di fattori – spiega il professore – l’uso delle mascherine e altre misure hanno un ruolo importante, ma dobbiamo anche considerare altri fattori, uno di questi è sicuramente la vaccinazione antinfluenzale, di cui quest’anno è decisamente aumentata la copertura, e poi c’è la cosiddetta competizione virale”, spiega.

“Il virus Sars-CoV-2 ha trovato una popolazione largamente suscettibile all’infezione, e quindi è diventato competitivo per quelli influenzali. Se il prossimo inverno avremo debellato, o comunque ridotto fortemente il coronavirus è probabile che gli altri tornino”, chiarisce Icardi.

Lockdown perenne? Certo che no. “Ma aspetti come l’igiene delle mani, con il gel idroalcolico che dovrebbe essere sempre utilizzato in certe situazioni, l’uso dei fazzoletti monouso, lo starnutire o tossire nell’incavo del gomito sono importanti – prosegue l’esperto – inoltre è possibile che chi si è vaccinato per la prima volta quest’anno decida di continuare. Sul far diventare comune l’uso della mascherina sono più scettico, ricordiamoci che fino a prima del Covid chi andava per strada con una mascherina veniva guardato quasi con curiosità”.

Generica

Secondo il bollettino di Influnet pubblicato dall’Iss, in tutte le regioni l’epidemia è sotto il livello di base, e la stessa tendenza si registra in tutta Europa. “In Italia, nella 2° settimana del 2021, l’incidenza delle sindromi simil-influenzali e si mantiene stabilmente sotto la soglia basale con un valore pari a 1,5 casi per mille assistiti – si legge nel bollettino aggiornato al 17 gennaio -. Nella scorsa stagione in questa stessa settimana il livello di incidenza era pari a 8,5 casi per mille assistiti”.

“In tutte le Regioni italiane che hanno attivato la sorveglianza il livello di incidenza delle sindromi simil-influenzali è sotto la soglia basale”. Nella fascia di età 0-4 anni, scrivono gli esperti, l’incidenza è pari a 2,95 casi per mille assistiti, nella fascia di età 5-14 anni a 1,15 nella fascia 15-64 anni a 1,42 e tra gli individui di età pari o superiore a 65 anni a 1,05 casi per mille assistiti.

Anche a livello europeo la stagione influenzale non è praticamente iniziata, scrive il sito Flu News Europe. “La stagione influenzale nella Regione Europea dell’Oms di solito è iniziata in questo momento dell’anno, ma nonostante la sorveglianza regolare l’attività influenzale rimane a livelli molto bassi”.