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Il presidente Giulio Ivaldi sul futuro: “Crediamo di riuscire a concludere la stagione. Pensiamo a un torneo under 23”

Il numero uno del Comitato Regionale non prende al momento in considerazione l'idea di annullare la stagione, squadre "B" come momento di passaggio per un torneo "under 23"

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Giorno 15 di gennaio, si riparte con gli allenamenti. Prima metà di febbraio, ripresa degli incontri. Piccolo inconveniente, una pandemia che non molla la presa e il pericolo terza ondata, sempre che la seconda sia effettivamente finita. La domanda sorge spontanea. Se si verificasse questa nefasta ma neanche troppo remota eventualità si andrebbe incontro all’annullamento della stagione? Questa tabella di marcia è l’ultima possibile per salvare l’annata?

Posto che ci vorrebbe la sfera di cristallo per rispondere a questi quesiti, la persona più indicata per provare a fare chiarezza è Giulio Ivaldi, numero uno del calcio ligure. “Nessuno può sapere cosa accadrà – commenta – ma proviamo a guardare con ottimismo al futuro prossimo. Vi sono dei tornei che reputiamo si possano concludere abbastanza agevolmente (disputando ovviamente solo l’andata ndr) anche spostandone ulteriormente la ripresa. Mi riferisco all’Eccellenza, divisa in due gironi a cui far seguire una fase finale, e alla Prima Categoria e Seconda Categoria del savonese. Discorso più complesso per la Promozione e per i gironi genovesi e spezzini della Prima, ma una soluzione si può trovare anche sfruttando le prime due settimane di luglio”. L’idea è dunque quella di non vanificare i risultati delle gare di settembre e ottobre.

Altro tema su cui si è espresso Giulio Ivaldi è quello del discreto numero di squadre “B” iscritte alla Seconda Categoria savonese-imperiese, fenomeno che comunque caratterizza e caratterizzerà anche altre zone della nostra regione. Nelle interviste agli addetti ai lavori circa questo tema è emerso da parte delle società che allestiscono queste formazioni il desiderio che anch’esse possano in qualche modo ambire a promozioni e temere retrocessioni, mentre da parte di alcune società avversarie è scaturita l’idea di rose “bloccate” per evitare un composizione di queste squadre troppo fluttuante in termini qualitativi.

“Non c’è una norma federale che permetta le rose bloccate – commenta Ivaldi – ma ci fidiamo della correttezza di società e dirigenti, anche perché queste squadre possono anche essere utili per quei giocatori delle formazioni maggiori che devono recuperare. La rosa bloccata farebbe decadere una delle funzioni delle “B”. Si tratta di formazioni che, a ponente, ci consentono di creare gironi di Seconda Categoria con un numero congruo di partecipanti. Risulta difficile anche pensare alla possibilità di introdurre promozioni e retrocessioni perché la regola dovrebbe valere per tutti e non solo per quelle squadre che non hanno la formazione “A” nella categoria immediatamente sopra”.

Una situazione, quella attuale, che però non è ideale tanto che la Federazione sta pensando a creare un torneo regionale dedicato a formazioni under 23. “Il futuro – aggiunge Ivaldi – dovrebbe essere caratterizzato dalla creazioni di società satellite più che dall’allestimento di squadre ‘B’. Ma al momento son convinto che fra uno o due anni si possa organizzare un torneo ‘under 23’ che consenta ai ragazzi non pronti subito per la prima squadra di poter continuare a giocare in un torneo competitivo. Crediamo che una categoria di passaggio tra Juniores, che comunque rimane importante, e prima squadra sia più che mai utile”.