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Governo Conte a un bivio, Toti avverte: “Da Forza Italia qualcuno potrebbe guardarsi intorno”

Ieri il premier da Mattarella: obiettivo rafforzare la maggioranza, altrimenti saranno elezioni anticipate

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RomaForza Italia “è uno di quei partiti che dai sondaggi e dal taglio di parlamentari ci rimette parecchio, è possibile che qualcuno si guardi intorno“. Giovanni Toti, oggi presidente della Liguria e leader del movimento da lui stesso fondato, Cambiamo!, è uno di quelli che conoscono meglio l’ambiente dei fedelissimi a Berlusconi. E stamattina, interpellato a Radio 1, non fa mistero del fatto che tutto possa succedere.

Il governo Conte, incassata la fiducia con una risicata maggioranza relativa al Senato, è arrivato a un bivio: trovare altri consensi o far saltare il banco. Cioè rassegnarsi all’idea delle elezioni anticipate. Al momento non sembrano esserci altre possibilità. Ieri, dopo aver riunito i suoi a palazzo Chigi, il premier è andato al Quirinale per un incontro definito “interlocutorio”. Dunque niente dimissioni, almeno al momento, ma c’è la consapevolezza che i 156 voti racimolati l’altra sera sono un bottino davvero troppo magro per andare avanti senza intoppi.

Intanto anche il centrodestra si è riunito e ha annunciato l’intenzione di appellarsi al Colle. “Il Paese non può restare ostaggio di un governo incapace, arrogante e raccogliticcio. Si tratta di una minoranza di governo che continua la sfacciata e scandalosa compravendita di parlamentari e che non si fa scrupoli a imbarcare chi, eletto col centrodestra, ha tradito l’impegno preso con gli elettori. Il centrodestra intende rappresentare al presidente della Repubblica il proprio punto di vista sulla situazione che è ormai insostenibile”, si legge in una nota congiunta. Nella quale si aggiunge tuttavia che “nonostante le forzature del governo e le continue scorrettezze, nonostante una pretesa autosufficienza che non esiste, il centrodestra non intende privare le famiglie e le aziende italiane degli aiuti necessari in un momento così drammatico: per questa ragione, come annunciato, voterà compatto lo scostamento di bilancio“.

L’ipotesi di un governo di unità nazionale vede in Giovanni Toti uno dei suoi principali sostenitori. Ma è una voce pressoché solitaria. Pd e M5s, almeno a parole, non hanno alcuna intenzione di mettersi insieme alla Lega, anche se per i grillini sarebbe un ritorno di fiamma. E comunque in politica mai dire mai.

I liguri di Forza Italia hanno votato compatti la sfiducia a Conte e qualcuno tratteggia l’idea di una maggioranza di centrodestra che avrebbe bisogno di parecchi responsabili per funzionare e per questo motivo era stata esclusa da Mattarella all’inizio della legislatura. È pur vero che per molti il ritorno alle urne vorrebbe dire andare a casa. “La campagna acquisti del governo continua e questo era abbastanza scontato – commenta Toti -. Ha a che fare con gruppi che, tra il taglio dei parlamentari deciso dal referendum e le percentuali ballerine di molti partiti, ovviamente hanno un loro desiderio di continuare la carriera politica e quindi si guardano intorno, come del resto il Movimento 5 Stelle”.

Molte porte restano aperte. Anche in Italia Viva non è escluso che qualcuno possa seguire il socialista Nencini che ha votato a favore della fiducia. Toti non nega che nel mondo centrista “qualcuno potrebbe essere anche attratto” da un movimento europeista che fa riferimento a Giuseppe Conte, ma il fatto “non riguarda gli amici che ho in parlamento – ha precisato riferendosi agli otto deputati e senatori aderenti a Cambiamo! -. Da sempre abbiamo detto che siamo responsabili, nel senso che ci piacerebbe un governo in grado di governare, ma non siamo disposti a operazioni di basso cabotaggio e trasformismo”.