Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Gli studenti universitari provano a rompere l’isolamento: mercoledì 27 assemblea a Balbi

L'iniziativa del collettivo Come studio Genova. Appuntamento a Balbi 4 alle 16.30

Più informazioni su

Genova. Sono una delle categorie più invisibili di questa pandemia perché vivono in isolamento da un anno, costretti a seguire tutti i corsi in dada e dare gli esami dietro uno schermo. Quelli che si sono iscritti un anno fa all’università magari non sono nemmeno riusciti a metterci piede e i professori dal vivo non li hanno ancora incontrati. Eppure di loro si sente parlare poco e le istituzioni sembrano preoccuparsene ancora meno.

Mercoledì pomeriggio il collettivo universitario Comestudio Genova tenterà di rompere un po’ questo muro di isolamento con un’assemblea pubblica organizzata con mascherine e distanziamento nel cortile di Balbi 4.

“Sentiamo la necessità di riprenderci i nostri spazi, di tornare tra le aule e discutere come abbiamo sempre fatto, di rompere l’isolamento in cui siamo costretti – dicono gli studenti del collettivo – sentiamo la necessità di studiare e di farlo in sicurezza, perché il covid19 esiste, ma siamo sorpresi che si possa fare shopping natalizio in “sicurezza” e non si possa sedere distanziati in aula a fare lezione”.

“Sentiamo la necessità di dire no alla didattica a distanza, che lascia gli ultimi indietro, e finge solo di essere più equa per gli studenti lavoratori, che andrebbero invece messi in condizione di poter studiare senza doversi mantenere”.

Sul banco degli imputati del diritto allo studio negato non c’è solo la dad, ma anche la scelta dei parametri meritocratici sia nell’assegnazione delle borse di studio che secondo il Collettivo dovrebbero essere assegnate invece in base alla necessità sia nello stesso modello di Università dove è la competizione tra gli atenei a decidere la ripartizione dei fondi alle singole università.