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Gli insegnanti di sostegno genovesi chiedono un incontro al rettore: “Siamo idonei ma non possiamo lavorare”

Troppo pochi i posti banditi per i corsi di specializzazione rispetto agli insegnanti necessari. A rischio soprattutto i diritti degli alunni con disabilità

Genova. Da una parte c’è il numero di studenti disabili in continua crescita in Italia: solo negli ultimi due anni il loro numero è aumentato del 6%. Dall’altro c’è il fatto che gli insegnanti di sostegno attualmente operativi sono poco più della metà di quelli che servirebbero, e di questi ben il 37% non possiede una formazione specifica.

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Nel mezzo, incastrati in una sorta di imbuto, ci sono migliaia di docenti che avrebbero le carte in regola per riuscire a entrare in servizio dal prossimo anno scolastico, ma non possono farlo. Per questo da un mese a livello nazionale è nato un coordinamento che si chiama non a caso #emergenzasostegno. Raccoglie migliaia di docenti che hanno superato il concorso per per il corso di specializzazione per il sostegno didattico degli alunni con disabilità ma non possono partecipare al corso ordinario per i pochi posti messi a bando dalle varie università italiane. Circa 12 mila insegnanti a livello nazionale.

A Genova il coordinamento raccoglie le istanze di circa 160 insegnanti “idonei” sostegno che sta chiedendo, finora senza esito, riscontri e rassicurazioni da parte dell’università di Genova.

“Le nostre richieste sono sostanzialmente due – spiega Alessandro Sgambati, docente genovese e uno dei coordinatori del gruppo – da un lato che come ha stabilito il decreto 92 del 2019 tutti coloro che come noi sono risultati idonei, cioè inseriti nelle graduatorie di merito, ma non rientrano nei posti stabiliti dai vari Atenei, siano ammessi di diritto come soprannumerari al ciclo successivo senza selezione, dall’altro che, come il ministero ha concesso ad altre Università che hanno scelto questa strada lo scorso anno, chiediamo di poter anticipare la nostra specializzazione già al corso che partirà questa primavera, in modo da poter essere inseriti con riserva nelle graduatorie del sostegno che usciranno a luglio”.

Gli idonei, insomma, chiedono di poter completare la loro formazione prima possibile per poter essere operativi già a settembre in un settore dove spesso operano insegnanti che non hanno formazione specifica: “Quello che accade è che spesso a fare sostegno vengono chiamati insegnanti che non vogliono fare sostegno e non ne hanno la formazione specifica, e quando poi nel corso dell’anno vengono chiamati per le loro materie abbandonano il sostegno mentre i bambini e i ragazzi disabili hanno bisogno di una continuità didattica, di avere cioè lo stesso insegnante di sostegno dal primo all’ultimo giorno di scuola. È un tema di inclusione vera che così non può essere garantita”.

Il bando per il sesto ciclo (il corso dura alcuni mesi e costa a ogni docente circa 3 mila euro), dovrebbe partire ad aprile: “Noi chiediamo di poter iniziare subito senza attendere tutto il percorso concorsuale. Abbiamo scritto una lettera ai responsabili del corso presso l’università di Genova chiedendo un incontro per avere rassicurazioni in questo senso, ma hanno declinato l’invito, forse perché non sono in grado di poterci rispondere. A questo punto chiederemo un incontro ufficiale al rettore dell’Università di Genova, che era in copia nella precedente lettera, ma che forse non ha letto”.