Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Giornata internazionale contro la guerra in Yemen: a Genova presidio a ponte Etiopia

Proteste saranno organizzate in moltissimi Paesi: già oltre 200 le associazioni che aderiscono a livello internazionale

Genova. Presidio anche a Genova lunedì 25 gennaio in occasione della giornata internazionale contro la guerra in Yemen. L’appuntamento convocato dal collettivo autonomo dei lavoratori portuali è alle 16.30 a ponte Etiopia. Proprio il Calp lo scorso anno aveva organizzato diverse iniziative antimilitariste proprio per mettere l’accento su una guerra che ha fatto dal 2015 migliaia di vittime civili. E proprio dal timore che le armi stivate nelle pance delle navi della flotta Bahri fossero destinate alla guerra in Yemen sono nate le proteste contro la flotta saudita che ogni mese attracca nel porto di Genova.

“Dal 2015, i bombardamenti e il blocco dello Yemen guidati dai sauditi hanno ucciso decine di migliaia di persone e devastato il Paese – spiegano gli organizzatori – L’Onu definisce questa la più grande crisi umanitaria sulla Terra. La metà della popolazione del paese è sull’orlo della carestia, il paese ha la peggiore epidemia di colera del mondo nella storia moderna e ora lo Yemen ha uno dei peggiori tassi di mortalità per Covid al mondo: uccide 1 persona su 4 che risulta positiva. La pandemia, insieme al ritiro degli aiuti, sta spingendo più persone letteralmente alla fame. Eppure l’Arabia Saudita sta intensificando la sua guerra e rafforzando il suo blocco”.

“La guerra è possibile solo perché i paesi occidentali – e in particolare gli Stati Uniti e la Gran Bretagna – continuano ad armare l’Arabia Saudita e fornire supporto militare, politico e logistico alla guerra. Le potenze occidentali sono partecipanti attivi e hanno il potere di fermare la crisi umana più acuta del mondo” spiega il centro studi Sereno Regis.

“Il disastro nello Yemen è causato dall’uomo. È causato dalla guerra e dal blocco. Può essere fermato”.

La protesta sta raccogliendo adesioni in tutto il mondo. A questo link le associazioni che hanno aderito a livello internazionale