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Genova ricorda Guido Rossa: “Oggi sarebbe in prima linea nell’emergenza Covid”

La cerimonia all'ex Ilva di Cornigliano col commissario all'emergenza Arcuri: "Era una persona normale, giusto celebrarlo come un eroe"

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Genova. “Sono sicuro che oggi Guido Rossa sarebbe stato in prima linea nell’emergenza Covid. Lui saprebbe indicarci in questo momento quali sono i veri valori da recuperare”. Nello stabilimento ex Ilva di Cornigliano, semivuoto per il rigidissimo protocollo di sicurezza anti-contagio, risuonano le parole di Gianni Barabino, ex collega del sindacalista ucciso dalle Brigate Rosse il 24 gennaio 1979.

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Genova non ha rinunciato a ricordare uno dei suoi personaggi più illustri. Alla tradizionale cerimonia organizzata dalla Fiom – rappresentata anche dalla segretaria nazionale Francesca Re David – ha partecipato anche Domenico Arcuri, commissario straordinario all’emergenza coronavirus ma anche amministratore delegato di Invitalia, la società pubblica che presto entrerà nel capitale di ArcelorMittal riportando lo Stato nella siderurgia. Solo una ristretta delegazione ha partecipato alla deposizione di una corona di fiori nell’officina meccanica dove Rossa lavorava e dove una targa ricorda il suo sacrificio.

“Guido Rossa oggi affronterebbe questa realtà con la sua pragmaticità, farebbe il minimo che ci viene richiesto: il distanziamento, l’attenzione e convincere chi pensa che questo sia tutto un mistero – dice Barabino -. Sono sicuro che sarebbe vicino ai circoli operai di Sampierdarena che dall’inizio della pandemia hanno aiutato le famiglie in tutte le maniere. Sarebbe sempre stato in prima linea, non si sarebbe mai estraniato. I problemi di questo Covid li capiamo solo adesso. Nella prima ondata abbiamo trovato un paese coeso che ha saputo affrontare le difficoltà, però con questa seconda ondata sta prevalendo l’individualismo”.

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“Una persona che ha sacrificato la sua vita per un ideale e ha dimostrato che la sua libertà finiva dove iniziava quella degli altri – commenta il sindaco di Genova Marco Bucci -. Anche nel 1979 Genova ha percorso la ribellione della società civile contro la violenza, e questo lo abbiamo dimostrato grazie a Guido Rossa. So che questa fabbrica ha Genova nel cuore e Genova ha nel cuore questa fabbrica. A loro dobbiamo tutti rispetto”.

A tracciare un parallelo tra quegli anni e i nostri tempi è anche il presidente ligure Giovanni Toti: “Noi ci ritroviamo con un simile senso di smarrimento a quello che allora viveva il paese, un terremoto delle sue fondamenta. Oggi celebriamo il fatto che dal gesto di coraggio individuale di una persona il paese abbia saputo cogliere quello spirito catartico che l’ha portato poi a vincere quella sfida e a rinascere mentre stava deragliando da quei principi. Spero che questo paese da quel gesto di coraggio possa ritrovare la strada per vincere un nemico molto diverso, ma egualmente insidioso, che tanto dolore ha portato nelle nostre case, e ripartire sulle nostre fondamenta di grande paese industriale fatto da tanti componenti capaci di dialogare anche con idee diverse, ma con un obiettivo comune, tenere ben saldi i nostri principi e obiettivi per il futuro: democrazia, lavoro, dialogo, oggi come allora”.

“Guido Rossa era una persona normale che ebbe il coraggio di non voltarsi dall’altra parte – ricorda Domenico Arcuri -. Seppe battersi per tutti, anche per quelli che preferivano voltarsi dall’altra parte. La storia la fanno le persone normali. Penso sia giusto essere qui con voi per ricordare una persona normale che ha fatto ciò che doveva fare e che così si è trasformato in un eroe. In questi dieci mesi di emergenza ho incontrato tante persone normali – ha aggiunto Arcuri ricordando medici, infermieri, volontari e forze dell’ordine – che in alcuni casi hanno perso la vita”.