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G8 di Genova, sarà la Corte di giustizia dell’Ue a decidere il destino di Vincenzo Vecchi

Arrestato in Bretagna nell'agosto del 2019 da oltre un anno è tornato libero ma rischia l'estradizione in Italia

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Genova. Dovrà aspettare ancora per sapere se potrà restare in Francia o sarà estradato in Italia a scontare una pesante condanna Vincenzo Vecchi, il militante autonomo condannato in Italia a 11 anni e sei mesi per devastazione e saccheggio nell’ambito degli scontri di piazza avvenuti durante il G8 di Genova.

La corte di Cassazione francese infatti ha deciso oggi di rivolgersi alla Corte di Giustizia europea perché si pronunci giuridicamente sulla validità del mandato d’arresto europeo.

Arrestato in Bretagna nell’agosto del 2019 dove si era trasferito da anni, era stato rilasciato a novembre dello stesso anno dalla Corte di appello di Rennes che aveva giudicato irregolare la procedura di esecuzione del mandato di arresto europeo.

La Corte di cassazione in un primo momento aveva rinviato il caso davanti alla corte d’appello di Angers che aveva deciso di non estradare Vecchi perché il reato di devastazione e saccheggio per cui è stato condannato a una pena di oltre dieci anni, non ha un equivalente in Francia. Il procuratore generale di Angers ha poi fatto ricorso in Cassazione.

In attesa della decisione della Corte che ha sede in Lussemburgo, la Cassazione ha rinviato l’udienza al prossimo 22 giugno. Nel frattempo Vecchi resta libero in Francia, ma incerto sul destino che lo attende