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Dopo il lungo stop riparte il calcio giovanile professionistico

Lo speciale del Ct Vaniglia

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Finalmente pare proprio che il calcio giovanile torni in campo. Per il momento l’attività è riservata solamente alle formazioni dei club professionistici, mentre per i dilettanti proseguono con gli allenamenti individuali. Però già questo è un primo passo verso un ritorno alla normalità che tutti si augurano arrivi il prima possibile, anche se le nuove limitazioni (causa l’aumento dell’indice Rt) non fanno per il momento pensare positivo.

In questo fine settimana, sabato 16 e domenica 17 gennaio, andrà in scena il campionato Primavera 2, quella che può essere definita la Serie B della Primavera. Nel week end successivo del 23 e 24 gennaio fischio d’inizio anche alla Primavera 1 con le big di categoria.

Nel frattempo la Figc ha fatto un passo in avanti anche per tutte le altre categorie fino all’Under 15 compresa, autorizzando amichevoli (definiti ufficialmente test match) fino al 10 febbraio (per Under 18) e fino al 3 marzo (per Under 17, Under 16 e Under 15), lasciando intendere che dopo quelle date l’intenzione è ripartire con i campionati.

I test, stando al testo del comunicato ufficiale, sono consentiti “nell’ottica di una ripresa graduale e in sicurezza dell’attività di interesse nazionale. Saranno consentiti solo gli incontri che consentiranno alle squadre di poter rientrare nel Comune in cui la società ha la sede sociale nell’arco della stessa giornata. Le gare dovranno svolgersi a porte chiuse“.

Nel corso dell’ultima riunione del Settore Giovanile e Scolastico, tenutasi a fine dicembre, si era fissata come data per la ripresa dei tornei il periodo compreso fra la fine di febbraio e l’inizio di marzo. La Figc ha inoltre previsto la possibilità di adattare i format “attraverso meccanismi che in una prima fase privilegino gli aspetti territoriali delle competizioni, e che, approfittando degli spazi lasciati liberi dai calendari internazionali e da una stagione sportiva che potrebbe essere rimodulata, non escludano un confronto a carattere nazionale”.