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Depositi nucleari, governo svela la mappa: la Liguria è fuori, ma siti potenziali a pochi chilometri

La provincia di Alessandria è tra le più papabili per accogliere le scorie radioattive. Per sempre

Genova. Dopo anni di attesa, è stata resa pubblica questa mattina la mappa dei potenziali siti verificati dal governo per lo stoccaggio perpetuo delle scorie nucleari italiane, eredità della lontana ma breve stagione dell’atomo nel nostro paese.

Il 30 dicembre la Sogin, la società pubblica di gestione del nucleare, ha ricevuto il via libera e questa notte ha pubblicato sul sito web https://www.depositonazionale.it/ tutta la documentazione, il progetto e la carta fino ad oggi conservata con il massimo del riserbo.

Sono sette le regioni individuate che all’interno del loro territorio hanno delle zone compatibili con le necessità di un tale sito: Piemonte, Toscana, Lazio, Puglia, Basilicata, Sardegna e Sicilia. La Liguria, quindi, “è salva” da questa grande e perenne servitù, ma se guardiamo ai nostri vicini di casa, beh, le distanze dai nostri confini non sono così siderali.

In Piemonte, infatti, sono state individuate due aree potenziali, a Torino e Alessandria. In quest’ultima provincia, che confina con la Liguria sono state individuate sei aree compatibili: Alessandria-Castelletto Monferrato-Quargnento; Fubine-Quargnento; Alessandria-Oviglio; Bosco Marengo-Frugarolo; Bosco Marengo-Novi Ligure; Castelnuovo Bormida-Sezzadio. A due passi da noi.

Ma quali sono i criteri utilizzati per scegliere queste aree? Nel 2014 l’Ispra ha determinato i criteri di selezione: dovranno essere luoghi poco abitati, con una sismicità modesta, senza vulcani né rischi di frane e alluvioni. Non a quote troppo elevate (non oltre i 700 metri sul livello del mare), non su pendenze eccessive. Non troppo vicine al mare. Non molto vicine a autostrade e ferrovie, ma abbastanza vicine ad autostrade e ferrovie per poter essere raggiunte comodamente dai carichi di materiale da stoccarvi.

C’è un però: esiste anche un criterio di esclusione che potrebbe essere sollevato dai residenti, e cioè quello della tutela delle zone con “produzioni agricole di particolare qualità e tipicità e luoghi di interesse archeologico e storico”. Cioè praticamente ovunque nel nostro paese. In pochi minuti il sito web con la mappatura è stato preso d’assalto ed è in down: sarà una stagione molto dura e di contrasti. Ma per una volta possiamo rallegrarci: il nostro dissesto ci ha salvato.