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Crisi di governo, Toti chiude al Pd: “Sono democratico ed europeista ma voteremo contro”

Dopo l'appello di Zingaretti la risposta del presidente ligure: "Qui c'è tutta la spocchia della sinistra"

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Genova. “Mi lasciano perplesso gli appelli del centrosinistra, ultimo quello del segretario del Pd Zingaretti, che invitano tutti i democratici, liberali ed europeisti a sostenere il governo Conte. Come se, in opposizione al presidente del Consiglio e a questa raccogliticcia maggioranza, ci fossero gli antidemocratici, illiberali e antieuropeisti”.

Lo scrive sulla propria pagina Facebook il presidente della Liguria Giovanni Toti commentando la crisi di governo. “Il Parlamento sarà il luogo in cui prendere le decisioni. C’è una ragione politica alla base di questa richiesta, legata all’interesse dell’Italia che è quella di riconoscere che ci sono in Parlamento delle sensibilità democratiche, liberali ed europeiste presenti che possono unirsi e convergere con questo spirito”, ha detto oggi Zingaretti intervenendo alla direzione del partito mentre Renzi continua a sostenere che Conte non avrà la maggioranza. Domani il premier riferirà alla Camera (dove dovrebbe avere comunque la maggioranza assoluta), martedì andrà in Senato.

“Trovo che in questo ragionamento vi sia tutta la spocchia di una sinistra che, con storica doppia morale, ritiene di poter attribuire patenti politiche in questo Paese – prosegue Toti, che da giorni si chiama fuori dall’operazione responsabili -. Un’arroganza che ha già causato troppi danni nel passato ma anche nel presente e che rischia di produrli in futuro, vista la gestione di questa oscena crisi, condita a volte, a proposito di morale, da una campagna acquisti degna del miglior calcio mercato”.

“Nessuno però mi ha ancora spiegato una cosa: io mi sento profondamente democratico, liberale ed europeista. I miei riferimenti politici stanno tutti all’interno di questi mondi. Orbene, perché mai dovrei sentirmi di snaturare la mia personalità votando contro questo governo? Forse significa che gli sforamenti di bilancio, grazie a sussidi e reddito di cittadinanza, i ritardi nel programmare Recovery e Mes, l’assenza di una politica di investimenti, i banchi a rotelle, i variopinti Dpcm e molto altro ancora, servono a ottenere la patente per democrazia e liberalismo?”.

“Mi permetto di dissentire: si può essere democratici, liberali ed europeisti anche senza fare così tanti errori e con un po’ più di competenza.
Credo, al contrario, che questa crisi venga gestita dalla maggioranza senza il coraggio necessario in questo momento: serrando i ranghi invece di aprirli, cercando voti sparsi invece di dialogare con tutte le forze politiche, difendendo posizioni indifendibili. Quando si chiedono al Paese lacrime, sudore e sangue, bisogna chiedere a se stessi almeno responsabilità e serietà. Speriamo che dopo questo primo discutibile capitolo, ne segua un secondo con una fine migliore per l’Italia”, conclude Toti.