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Covid, l’Ordine delle professioni sanitarie tecniche: “Vaccinare prima possibile anche chi lavora nel privato”

Lettera al presidente della Regione Liguria al commissario Quaglia e al sub commissario Ansaldi di Alisa

Genova. Il presidente dell’Ordine delle professioni sanitarie e tecniche di Genova, Imperia e Savona Antonio Cerchiaro scrive al Presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, al commissario Quaglia e al sub commissario Ansaldi di Alisa per chiedere di vaccinare quanto prima tutti i professionisti sanitari in attività sul territorio.

Per garantire l’avvio della prima fase di vaccinazioni che prevede la distribuzione di 60142 dosi entro la fine del 2020, Cerchiaro mette in evidenza come correttamente queste siano principalmente rivolte a “personale ospedaliero e territoriale, ospiti e lavoratori delle Rsa, operatori che afferiscono a strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario regionale[…], personale delle Pubbliche assistenze che si occupano dei trasporti sanitari, inclusi quelli in emergenza-urgenza, operatori che operano nel complesso ospedaliero del Sistema sanitario ligure”.
Da questa previsione “restano esclusi, di fatto, tutti gli operatori sanitari e sociosanitari che operano alle dipendenze del privato puro o come liberi professionisti, che pure rientrano nel novero delle professioni sanitarie, ugualmente esposti al rischio di contagio: basti pensare, ai molti professionisti delle aree della riabilitazione, della prevenzione e tecnico sanitaria, che operano come dipendenti di strutture private non convenzionate o in libera professione, impegnati sul territorio e a domicilio” dice Cerchiaro.

Tenuto conto dei contesti in cui operano, delle attività che svolgono, delle prestazioni erogate e, più di tutto, dei destinatari della loro opera, la richiesta dell’Ordine TSRM e PSTRP è “di attivarsi al fine di prevedere quanto prima che tutti gli operatori sanitari e sociosanitari rientrino tra i soggetti da sottoporre prioritariamente a vaccinazione, a prescindere dalla natura del datore di lavoro o dallo stato libero professionale”.