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Covid e dpcm, la piscina e il centro sportivo della Crocera chiudono i battenti

Troppe a Genova le strutture sportive che rischiano di fallire. A Pra' raccolta fondi popolare per sostenere I Delfini

Genova. Ci hanno provato, con protocolli e investimenti, con debiti e mutui contratti e forzato ottimismo, ma “stanti gli orizzonti temporali dichiarati dagli ultimi provvedimenti governativi e l’assenza di sostegno da parte delle istituzioni” Crocera Stadium Ssdrl si trova costretta a comunicare la chiusura dell’impianto polisportivo sampierdarenese dal primo febbraio “senza poter a oggi garantirne la riapertura”.

L’annuncio è arrivato attraverso i social. I clienti più affezionati o i frequentatori saltuari stanno già esprimendo grande dispiacere per la notizia. “I costi accumulati in questi ultime tre mesi di incertezza – spiegano i gestori – ammontano a 120 mila euro“.

Aiuti insufficienti. “Non va poi dimenticato che tale grave situazione si aggiunge ai danni finanziari generati dal primo lockdown per il quale, a fronte di mancati incassi per circa 250.000 euro, sono ad oggi stati riconosciuti a Crocera Stadium Ssdrl un cosiddetto “ristoro” di 3.000 euro ricevuto dal Governo, l’abbattimento del canone da parte del Comune di Genova, oltre che una (solo simbolica) riduzione della TARI: per un totale di soli 18.700 euro”.

Crocera Stadium Ssdrl evidenzia poi come durante il 2020 abbia potuto offrire i suoi servizi a pieno regime per solo 2 mesi (quelli pre-lockdown), oltre che per altri tre ma con i noti vincoli, accumulando così ulteriori costi e debiti, anche nei confronti dei propri utenti, ai quali ha poi riconosciuto i servizi non fruiti. Senza dimenticare i disagi creati alle migliaia di famiglie che non hanno potuto proseguire con la propria attività oltre che le ripercussioni sui circa 50 collaboratori fermi per/da mesi.

In questi giorni anche dai gestori e dirigenti della piscina di Pra’ – I delfini sono arrivate più grida d’allarme. 10 mila euro al mese i costi di gestione, impossibili da sostenere con al sola attività agonistica. Alcuni utenti, commercianti e residenti del quartiere hanno anche avviato una raccolta fondi per supportare la struttura ma, se non ci sarà una svolta, il rischio è che il ponente si trovi sostanzialmente senza impianti natatori (visto che Voltri è chiusa per lavori).

Ieri sul tema l’intervento dell’assessore regionale allo Sport Simona Ferro. “Come mai è stato richiesto uno sforzo economico entro maggio ai gestori di palestre affinché fossero mantenute distanze e fosse applicato un sistema di sanificazione e controllo, se questo non è sufficiente? E come mai le piscine, in cui l’acqua è ricca di cloro e tutti gli spazi purificati con lo stesso sistema, possono offrire un servizio ai soli agonisti?”.

Poche settimane fa la manifestazione pacifica dei gestori e proprietari di palestre e centri sportivi a Genova, a De Ferrari, ma da allora nulla è cambiato in positivo. Solo un’ulteriore rinvio della possibile riapertura.