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Costa Concordia, 9 anni fa il naufragio: la storia dall’impatto allo smantellamento della nave fotogallery video

Morirono 32 persone. Per Genova la vicenda fu però anche un monumento all'ingegno con la difficile opera di smantellamento portata a termine

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Genova. Ore 21, 45 minuti, 7 secondi, del 13 gennaio 2012. Nove anni fa, in quel momento preciso, lo scafo della Costa Concordia collideva con gli scogli dell’isola del Giglio dando inizio a uno dei peggiori disastri navali della storia italiana. In questo 2021, a causa del Covid, neppure una cerimonia pubblica, nessun processione o incontro istituzionale, a ricordare le 32 vittime del naufragio. Solo una messa in streaming e il suono delle sirene in porto, al Giglio, alle 21e45.

La nave, salpata dal porto di Civitavecchia e diretta a Savona, fa il celebre “inchino”, una pratica messa in atto da tanti bestioni del mare, ma questa volta è troppo, davvero troppo ravvicinato e, nonostante il mare piattissimo, la crociera urta lo scoglio delle Scole che ne squarcia lo scafo per 70 metri di lunghezza sul lato sinistro della carena. A bordo, in quel momento, 4.229 persone, di cui 3.216 passeggeri e 1.013 membri dell’equipaggio.

Ore 22e35. Solo 50 minuti dopo il comandante Francesco Schettino lancia il may day. Ancora in divisa, sceso dalla nave neppure per ultimo, viene fermato e portato in carcere. Nel 2017 la Cassazione ha confermato per lui la condanna a 16 anni di reclusione: dieci per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose, cinque per naufragio colposo, uno per abbandono della nave. La compagnia, così come Schettino, saranno condannati anche al risarcimento dei parenti delle vittime, dei feriti, dei naufraghi e delle istituzioni (ma il gruppo Costa Crociere aveva già risarcito 2.623 passeggeri e 906 membri dell’equipaggio con 85 milioni di euro).

Per Genova, però, la vicenda di Costa Concordia non è stata solo sinonimo di disastro: è stato nei cantieri navali del capoluogo ligure, infatti, che il gigante di acciaio – 50 mila tonnellate – è stato smontato, demolito e in gran parte riciclato. Il tutto dopo le operazioni propedeutiche di strip out messe in atto al Giglio, per alleggerire la nave e trasportarla a Genova con i rimorchiatori oceanici Resolve e Blizzard.

La nave arrivò al porto di Pra’ all’alba del 27 luglio 2014, dopo 4 giorni di navigazione, in una giornata insolitamente gelida per essere estate. Poi è stata spostata alle riparazioni navali dei cantieri San Giorgio. A maggio la nave è arrivata a “fondo scafo”. Le operazioni di pulizia dei fondali all’Isola del Giglio si sono concluse ufficialmente nel maggio 2018.