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Coronavirus e nuovo Dpcm, Bordilli: “Nuove restrizioni sull’asporto saranno colpo di grazia per il settore”

"Auspico che il governo non resti insensibile all’appello delle associazioni del settore e degli operatori della somministrazione ed eviti ulteriori strette"

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Genova. “Mi appello al senso di responsabilità del governo perché non ci siano ulteriori limitazioni all’attività di bar e ristoranti nella somministrazione da asporto. Così facendo, oltretutto, verrebbero pesantemente discriminati i pubblici esercizi, in modo del tutto insensato, rispetto ad altre attività”.

Questo l’appello che l’assessore al Commercio del Comune di Genova Paola Bordilli lancia al governo attraverso un lungo post su facebook dove ricorda le sofferenze di un settore, quello della somministrazione, che da quasi un anno orami sta vivendo alla giornata.

“Ristoratori e baristi hanno già un’attività ridotta pressoché al lumicino: impedire, come sarebbe ipotizzato per il prossimo Dpcm in vigore dal 16 gennaio, anche l’asporto dopo le 18 sarebbe un vero e proprio colpo di grazia, anche psicologico per migliaia di piccoli imprenditori che non potrebbero neppure mantenere quel contatto diretto con la clientela, indispensabile per avere una speranza di futuro per la propria attività”.

“A Genova abbiamo messo in campo una proficua rete di controlli preventivi che sono serviti, insieme al senso di responsabilità della maggior parte degli operatori, a evitare episodi di assembramento garantendo quindi l’attività alle imprese e ai genovesi di poter fruire del servizio da asporto in sicurezza – continua – Auspico che il governo non resti insensibile all’appello delle associazioni del settore e degli operatori della somministrazione ed eviti ulteriori strette. I nostri bar, ristoranti, pub e pizzerie stanno ancora aspettando i ristori: in Liguria siamo ben al di sotto della media nazionale dell’importo erogato a impresa. Le nuove strette, per altro comunicate ancora una volta con scarsissimo preavviso, avrebbero come conseguenza un ulteriore, indiscriminato e ingiustificato danno al nostro tessuto commerciale locale”.