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“Continuare con la Dad, la scuola in presenza è troppo rischiosa”, la lettera dei liceali a Toti

Secondo gli studenti firmatari della missiva, chi è contro la Dad "non rappresenta la maggioranza"

Genova. Una lunga lettera-appello scritta e sottoscritta da 681 liceali genovesi per chiedere al presidente di Regione Liguria Giovanni Toti di proseguire con la Didattica a distanza per il futuro di questo anno scolastico, in vista di una potenziale terza ondata.

I ragazzi espongono le loro ragioni, sottolineando i disagi che la frequenza delle lezioni in presenza, in questo particolare contesto, può portare a partire dall’incertezza per la gestione delle lezioni al tempo “in perdita” nel recarsi a scuola.

I firmatari criticano anche chi invece sostiene la necessità di un ritorno immediato alla presenza a scuola, sottolineando che questi non rappresentano la maggioranza dei 33 mila studenti che frequentano le superiori a Genova

Ecco il testo integrale

All’attenzione del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti,
Ci rivolgiamo a Lei affinché gli studenti liguri non debbano scoprire cosa li aspetta all’ultimo momento.
Riteniamo che in questo momento tornare in presenza sarebbe estremamente deleterio sia per i professori che per noi studenti. Fra settembre ed ottobre l’orario è cambiato innumerevoli volte, seguendo l’andamento dei contagi, e si è ritornati alla DAD dopo poco più di un mese di didattica in presenza. Ora, con l’arrivo di una imminente terza ondata, c’è il rischio di ripetere la stessa esperienza: andare a scuola per qualche settimana per tornare in DAD non appena la situazione peggiorerà. Questo richiederà continue modifiche dell’orario, in particolare per quanto riguarda l’incidenza della DAD sul totale delle ore, scombussolando sia il lavoro dei professori che quello degli studenti, che si ritroveranno così nella più totale incertezza. Allo stesso tempo, al momento non si può pensare di fare piani attendibili fino al mese di giugno, cioè alla fine dell’anno scolastico, in quanto l’andamento epidemiologico potrebbe variare innumerevoli volte, e sicuramente questo comporterà continue ed estenuanti modifiche degli orari scolastici. Riteniamo pertanto che per queste ragioni la decisione più ragionevole al momento sarebbe continuare nell’utilizzo della DAD.

Constatiamo inoltre con frustrazione come i media diano esclusivamente risalto a quelle poche persone che, pretendendo di parlare a nome di tutti gli studenti, chiedono di tornare subito a scuola o, quantomeno, di andare in DDI. Riteniamo che tali dichiarazioni non rispecchino il pensiero autentico della maggioranza degli studenti. Tutti noi siamo consapevoli che, nel caso in cui si dovesse tornare a scuola, saremmo costretti a farlo restando immobili ai banchi per l’intera giornata, con tanto di mascherine, senza nessuna possibilità significativa di socializzare e di tornare a quella “normalità” che alcuni in effetti agognano intensamente. D’ altronde se ci comportassimo irresponsabilmente ignorando il fatto che siamo ancora nel mezzo di una pandemia, motivati dal desiderio di recuperare la socialità perduta, saremmo molto più vulnerabili al virus, rischiando di contagiare noi stessi, i nostri familiari, e, in generale, di diffonderlo maggiormente.

Infine, vorremmo far presente che un ritorno sui banchi di scuola, nella situazione attuale, implicherà vari altri disagi che andranno ad incidere negativamente sulla qualità della vita degli studenti. Innanzitutto, le entrate scaglionate (seppur necessarie) richiederanno un recupero di ore, che non può essere che fatto o al sabato o al pomeriggio, togliendo tempo allo studio o ad altre attività che ogni ragazzo ha il diritto di poter fare, anche a casa propria (si pensi all’attività fisica, fondamentale per noi giovani, ma anche alla cura di diversi hobby ed interessi); a questo riguardo si pensi in particolare modo a quei ragazzi che, abitando in provincia, e dovendo affrontare un viaggio non da poco per recarsi a scuola, dispongono, anche in situazioni normali, di un tempo extra scolastico notevolmente ridotto. Inoltre nelle classi spesso è anche obbligatorio tenere le finestre aperte per garantire una costante areazione: questo ha già creato e creerà soprattutto nei mesi invernali situazioni invivibili ed inaccettabili, con studenti e professori costretti a far lezione con cappotti e sciarpe. Per tutti tali motivi, ci appelliamo al Suo buonsenso, sperando che le nostre argomentazioni non vengano ignorate.