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Con il lockdown meno ubriachi alla guida: in calo anche gli omicidi stradali

Ad essere denunciati per guida in stato di ebbrezza sono più di tutti gli automobilisti di età compresa tra 31 e 40 anni

Genova. Il 2020 come è facile immaginare vedere un calo degli incidenti stradali così come della guida in stato di ebbrezza. A dirlo sono le statistiche pubblicate dal tribunale di Genova.

I casi definiti di omicidio stradale passano da 38 nel 2019 a 27 nel 2020. Stessa tendenza per le lesioni stradali che scendono da 289 nel 2019 a 231 di quest’anno.

Per quanto riguarda la guida in stato di ebbrezza la discesa è abbastanza secca: da 904 dell’anno scorso a 589 casi nel 2020.

Dal punto di vista delle fasce di età la percentuale maggiore di automobilisti trovati ubriachi alla guida (in questo caso la statistica riguarda gli atti dal 2013 al 2020) riguarda coloro che hanno tra i 31 e 40 anni, seguito da chi ha tra 41 e 50 anni. Solo in terza posizione si trovano gli under 25, seguiti a ruota dagli ultra 50enni. I più attenti sono i giovani tra 26 e 30 anni.

Ancora dai dati emerge come la guida in stato di ebbrezza sia un reato tipicamente estivo: l’andamento nei mesi mostra una crescita costante della curva fino ad agosto, dove raggiunge il picco per poi decrescere nuovamente in maniera chirurgica fino a dicembre.

“Dalle statistiche – spiega il procuratore Franco Cozzi – emerge come a causa del lockdown sono diminuiti i reati sia per la guida in stato di ebbrezza, sia le lesioni stradali e gli omicidi stradali”.

In rapporto alla fisiologica diminuzione dei reati “tiene invece la richiesta di messa alla prova che per noi è u dato molto importante perché consente di definire un procedimento penale in tempi rapidi senza dover attendere i tre gradi di giudizio”. La messa alla prova, che può essere utilizzata per le lesioni fino a due mesi, viene concessa sulla base di un doppio impegno da parte di chi ha commesso il reato: lo svolgimento di un periodo di lavori socialmente utili e la riparazione del danno, che consiste nel versare alla vittima una somma congrua che non impedisce la successiva richiesta di risarcimento globale in sede civile