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Caso Pfizer, Arcuri a Genova: “Rassicurazioni non bastano, servono i vaccini”

Il commissario per l'emergenza Covid alla commemorazione di Guido Rossa. Intanto la bozza dell'Iss parla di nove regioni a rischio

Genova. “Non penso siano sufficienti le rassicurazioni, servono i vaccini”. E’ intransigente il commissario nazionale per l’emergenza pandemica Domenico Arcuri, a Genova per la commemorazione della morte di Guido Rossa all’ex Ilva in quanto amministratore delegato di Invitalia.

“Vaccini? Stiamo combattendo una battaglia lunga e molto faticosa, sono l’unico sistema per concludere questa battaglia e tornare alla normalità, non ne conosciamo altri e probabilmente non ne esistono altri – ha detto a margine del consueto appuntamento all’interno della fabbrica – stiamo reclamando alle aziende produttrici, in particolare una, che all’Italia arrivino tutti i vaccini che erano stati pianificati e che dovevano arrivare”.

Confermato quanto anticipato nei giorni scorsi: altri tagli sugli approvvigionamenti, circa il 20% in meno rispetto a quanto preventivato. “E il 20% in meno della prossima settimana non è una stima, ma una triste certezza. Dalla mia interlocuzione con Pfizer non sono più a mio agio con le stime”, sottolinea il commissario.

“Nelle ultime settimane abbiamo accusato ritardi che non comprendiamo. Dobbiamo continuare a reclamare perché il diritto alla salute degli italiani non è un valore che si può negoziare – continua Arcuri – stiamo lavorando con l’avvocatura in modo puntuale. Domani avrò una nuova riunione per concludere molto presto l’istruttoria“.

Intanto sono quattro le regioni con una classificazione di rischio alto – contro le 11 della settimana precedente – 11 quelle con rischio moderato (di cui cinque ad alto rischio di progressione nelle prossime settimane) e sei con rischio basso. Sicilia e Puglia hanno ancora un Rt maggiore di 1 mentre la media nazionale vede un sotto all’1. Così emerge dalla bozza del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità. In sostanza, le regioni a rischio alto di epidemia sono nove.

“Nel periodo 30 dicembre 2020 – 12 gennaio 2020, l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato a livello nazionale pari a 0,97 in diminuzione dopo cinque settimane di crescita; e sotto uno, anche se con un limite superiore dell’intervallo di credibilità sopra uno”, scrivono i tecnici. “L’epidemia resta in una fase delicata – la premessa del testo – e un nuovo rapido aumento nel numero di casi nelle prossime settimane è possibile, qualora non venissero mantenute rigorosamente misure di mitigazione sia a livello nazionale che regionale”.

Sul fronte delle terapie intensive e le aree mediche, «Sono 12 le regioni sopra la soglia critica (stesso numero della settimana precedente). Il tasso di occupazione in terapia intensiva a livello nazionale è sceso sotto la soglia critica (30%).