Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Bogliasco torna a casa, Guidaldi: “Senza tifosi non sarà la stessa cosa”

I biancazzurri affrontano il Lavagna 90

Bogliasco. Undici mesi lontano da casa. Un esilio forzato e insostenibile che ora, finalmente, è giunto ai titoli di coda. Sabato 30 gennaio, a quasi un anno di distanza dall’ultima volta e dopo mesi caratterizzati da allenamenti infiniti, il Bogliasco condotto da Daniele Magalotti tornerà a contendersi il pallone con un avversario vero tra le acque amiche della Vassallo. Alle ore 18 in punto (telecronaca diretta sulla pagina Facebook della società, ndr) scatterà l’ora dell’esordio interno stagionale dei levantini, opposti nel secondo turno di A2 al Lavagna 90.

Una piscina muta. Un ritorno in vasca che tuttavia non rappresenterà un ritorno alla normalità, visto che il grande assente di giornata sarà ancora una volta quella tifoseria in grado di trasformare gli spalti della Vassallo in un festoso inferno biancazzurro. Un’assenza non certo secondaria per chi è avvezzo ad esibirsi con l’urlo incessante degli Irriducibili nelle orecchie. “Giocare senza pubblico per noi che siamo abituati ad avere sempre alle spalle la spinta e il calore dei nostri tifosi sarà senza dubbio un grande peso – sottolinea un capitan Gianmarco “Gimmi” Guidaldi apparso in grande spolvero nella prima uscita stagionale, quella di due settimane fa con lo Sturla -. Del resto una tifoseria come la nostra è probabilmente unica in Italia ed è davvero in grado di condizionare concretamente l’andamento di una partita. Il loro appoggio non solo ci mancherà ma credo che possa rappresentare più uno svantaggio per noi, abituati come siamo ad aggrapparci a loro nei momenti di difficoltà, che un vantaggio per gli avversari. Ma la situazione è questa e non possiamo far altro che adeguarci, accontentandoci almeno di poter scendere in vasca e giocare”.

Calendario a canguro. Altra anomalia di questa stagione fortemente condizionata dal Covid è rappresentata dalla distanza temporale tra una gara e l’altra, con gli incontri fissati a cadenza bisettimanale. “Anche questo non è un aspetto semplice da affrontare – prosegue Guidaldi – specialmente per uno come me che giocherebbe tre volte alla settimana. Farlo ogni 15 giorni non è facile, soprattutto dal punto di vista psicologico. Ogni gara dovrà essere gestita in maniera completamente differente rispetto al passato, sia che tu abbia vinto quella precedente o che viceversa l’abbia persa. Ma questo, a differenza di quello che riguarda l’assenza di pubblico, è se non altro un punto che ci mette tutti quanti sullo stesso piano poiché coinvolge indistintamente tutte le squadre, senza eccezioni di sorta. Quindi non possiamo assolutamente prenderlo come un alibi o una scusante per giustificare le eventuali difficoltà che potremmo incontrare”.

Un osso duro. Pur arrivando soltanto alla seconda giornata, la sfida con il Lavagna assume già un significato molto importante. Sulla carta i tigullini sono infatti assieme al Camogli la formazione che si giocherà uno dei due posti che garantiscono l’accesso ai play-off promozione del girone nord-ovest di Serie A2. Un motivo in più per affrontare la sfida con la giusta concentrazione. “Senza nulla togliere a nessuno – conclude il numero 6 bogliaschino – credo proprio che il discorso qualificazione sia ristretto a queste tre squadre. Il Lavagna è una formazione di alto valore e lo ha dimostrato nella gara d’esordio con il Camogli quando, pur perdendo, se l’è giocata alla pari, facendo vedere di poter dire la sua in questo torneo. Del resto sono una realtà consolidata della categoria e possiedono un gruppo molto ben amalgamato. Rispetto allo scorso anno hanno perso un paio di giocatori importanti ma hanno saputo sostituirli a dovere. Insomma, sono una squadra completa in ogni reparto e con elementi di valore nei ruoli chiave. Bisognerà stare molto attenti e concentrati e non pensare che la bella vittoria ottenuta due settimane fa con lo Sturla ci abbia già spianato la strada verso un campionato in discesa. Perché così non sarà”.

Intanto però si torna a casa. E già questo basta per sorridere.