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Anche in lungomare Canepa arriva il tutor: “Ma questo non funzionerà come gli altri”

L'assessore Viale: "Rileverà la velocità media ma solo con un presidio della polizia locale"

Genova. Chi aveva notato le telecamere comparse da qualche settimana all’inizio di lungomare Canepa, poco dopo la caserma della guardia di finanza, non si era sbagliato: si tratta proprio di un impianto del sistema tutor, lo stesso attivo dal 2012 in Sopraelevata e da meno di un mese sulla strada Guido Rossa. Tuttavia non sarà proprio la stessa cosa.

A spiegarlo è l’assessore alla sicurezza del Comune di Genova, Giorgio Viale: “Quello in lungomare Canepa non sarà un impianto automatico, ma potrà funzionare solo con un presidio della polizia locale. Questo perché la tipologia della strada non consente di effettuare un rilevamento fisso”. Il problema sarebbe la distanza tra gli svincoli, troppo ravvicinata per rientrare nei termini di legge che consentono di fare scattare la multa in automatico.

Il funzionamento comunque sarà molto simile: “Le telecamere saranno in grado di rilevare la velocità media dei veicoli, come avviene sugli altri tratti controllati col tutor, ma anche irregolarità come la mancanza di copertura assicurativa”, spiega Viale. L’unica differenza è che ci sarà sempre bisogno di un vigile sul posto, in maniera simile a quello che accade già oggi con il sistema telelaser che legge solo la velocità istantanea.

Ancora da decidere quando entrerà in funzione il sistema, poiché prima bisognerà espletare una lunga serie di collaudi e verifiche tecniche. Non cambierà il limite di velocità che resta fissato a 60 km/h, come in Sopraelevata, mentre sulla Guido Rossa è 70 km/h (eccetto l’ultimo tratto, in corrispondenza del sottopasso, dove scende a 50 km/h).

Nel frattempo è ormai a regime l’impianto sulla strada a mare, anche se è troppo presto per avere dati aggiornati sulle sanzioni elevate. A spingere il Comune a controllare la velocità su questa strada è stato il dato degli incidenti: 80 registrati nel 2019, con 36 feriti e 183 persone coinvolte; 27 nel 2020 con 8 feriti, nonostante il lockdown e il calo degli spostamenti.