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Al via i lavori per il nuovo Palasport, aprirà al pubblico nella primavera del 2022 fotogallery

Primi colpi di benna sulle scale esterne dell'edificio e sui padiglioni F e C. Un anno e mezzo di lavoro anche per completare i canali

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Genova. L’obbiettivo è avere pronto almeno il piano terra del nuovo Palasport di Genova nella primavera del 2022. Meno di un anno e mezzo di lavori, nel cronoprogramma fatto già restringere dal sindaco Marco Bucci, per toccare con mano la rigenerazione urbana del quartiere fieristico genovese.

Nuovo palasport cantieri

Con la benedizione dell’arcivescovo di Genova Marco Tasca e i primi colpi di benna hanno preso il via oggi i lavori di demolizione di parte del palasport di Genova e dei padiglioni C, D ed F della fiera nell’ambito della riqualificazione del Waterfront Levante in base al disegno di Renzo Piano.

“Entrare dentro al palasport provoca sempre grandi emozioni – ha detto il sindaco di Genova Marco Bucci ricordando ancora una volta le sue gare di atletica – tutti abbiamo qualche ricordo legato a quest’area, io devo dire grazie all’architetto Renzo Piano per aver saputo ridisegnare il waterfront e devo dire a chi ha deciso di investire sulla città, oggi c’è un progetto che inizia i suoi passi ed è vero”. Bucci ha anche ipotizzato che per l’intero quartiere bisognerà aspettare fino alla primavera del 2023.

Generica

Il cantiere parte quindi dalla rimozione delle scale esterne, spalti, vetrate e altre strutture interne all’iconico edificio acquistato da Cds Holding, che ne seguirà il restyling. “Qui durante il picco dei lavori saranno impiegati tra gli 800 e i 1000 addetti, in un momento come quello attuale, in cui il Paese ha perso 10 punti di Pil e la crisi continua a mordere, lanciarci in un progetto così importante ci dà energia” ha fatto presente il general manager di Cds Massimo Moretti. Il gruppo bresciano ha firmato con il Comune di Genova anche il preliminare d’acquisto delle altre aree della fiera.

L’obbiettivo finale è quello di realizzare un palazzo per attività sportive (omologato dal Coni per 12 diverse discipline, fino alla serie A, e con 4000 posti a sedere ampliabili per i grandi eventi), ma con all’interno attività commerciali e di ristorazione, studi medici e centri benessere, una sorta di cittadella del fitness. “Io spero che qui si giochino grandi partite, si tengano grandi eventi internazionali e magari diano spettacolo i Beatles di domani”, ha aggiunto l’imprenditore riferendosi allo storico concerto dei baronetti del 1965.

Sempre oggi parte simbolicamente anche l’abbattimento degli altri padiglioni, che ospitavano parte della facoltà di Ingegneria e uffici della Fiera (resta ovviamente il padiglione B – Jean Nouvel). Si tratta di un appalto pubblico da 11 milioni di euro e 4 mesi di lavori. Questi interventi, così come lo scavo dei canali, sono realizzati dal Comune con soldi statali, dell’amministrazione e proventi della vendita degli immobili della fiera.

“L’obiettivo è quello di creare una nuova centralità urbana e una nuova destination attrattiva al di là dei confini regionali, per gli appassionati del mare e non – dicono dalla società CdS -. Due saranno le stelle polari del progetto: la qualità architettonica e la sostenibilità ambientale, con immobili di ultimissima generazione, realizzati con un’architettura bioclimatica c.d. nZEB (nearly Zero Energy Building)”.

All’avvio dei lavori anche il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Pietro Piciocchi. “Quando siamo subentrati nel 2017 la situazione legata a questo compendio era molto complessa anche da un punto di vista economico – ha affermato – oggi con questo progetto dimostriamo di essere credibili, in queste ore si è abusato della parola ‘costruttori’, ma costruire per il futuro della città è qualcosa di bellissimo”.

Il progetto, dalla demolizione alle rifiniture. Con l’avvio dei cantieri verrà asportata la “pelle esterna” della struttura e verranno abbattute le gradinate interne, si inizierà poi lo scavo dell’autorimessa interrata, a quota inferiore rispetto all’attuale e con una superficie più ampia, che ospiterà 674 posti auto. Il progetto di OBR e Starching prevede di confermare la vocazione sportiva del Palasport, realizzando un’arena di circa 5 mila metri quadrati per la cui gestione sarà coinvolto anche il CONI. L’arena sarà polifunzionale e modellabile per cambiare configurazione e ospitare anche eventi come i concerti. Attorno all’arena ci sarà spazio per un distretto commerciale tematico con al centro i temi del turismo, dello sport, della produzione locale e della nautica. Nelle aree esterne sorgerà, sempre a carico di CdS Holding Spa, una parte del grande parco urbano che proseguirà negli altri lotti del Waterfront, con nuovi filari di alberi ad alto fusto e un tratto della pista ciclabile che attraverserà tutta l’area.

Via i padiglioni, arrivano i canali. I lavori di demolizione dei Padiglioni sono stati aggiudicati a un raggruppamento di imprese guidato da Daf Costruzioni stradali e composto dalle ditte Bazzani e Vico. Si sono impegnati a concludere i lavori entro 120 giorni. Sono previste penali di 10 mila euro per ogni giorno di ritardo. L’importo dei lavori, a bando, era di oltre 11 milioni e 500 mila euro, poi scesi a 8 milioni e 700 mila euro più Iva. L’impegno complessivo del Comune per gli abbattimenti ammonta a circa 15 milioni. Le demolizioni dei padiglioni sono propedeutiche allo scavo dei canali, per la completa attuazione del Waterfront disegnato dall’architetto Renzo Piano.

Il canale principale avrà una lunghezza di 200 metri per 35 di larghezza, mentre il canaletto tra il Palasport e il Padiglione B (l’attuale edificio ad uso fieristico dal caratteristico colore blu, progettato dall’architetto Jean Nouvel) partirà con una larghezza minima di 10 metri che si estenderà fino a 40. Come espressamente richiesto dall’architetto Piano le banchine saranno animate dalla presenza di locali destinati a connettivo urbano (negozi, ristoranti, attività nautiche e così via), in parte di realizzazione pubblica e in parte privata.

Su entrambi i lati dei canali sono previste ampie banchine pedonali ad uso pubblico, che avranno una larghezza compresa tra i 6 e i 18 metri lungo il canale principale e pari a 3 metri lungo il canaletto. Nel frattempo si realizzerà l’accesso all’area fieristica grazie alla nuova viabilità prevista dal progetto.

Dopo lo scavo dei canali, si passerà alla realizzazione del parco urbano e dei ponti – con quello sul canaletto che sarà mobile per permettere l’ingresso delle imbarcazioni – e poi saranno allestiti gli spazi per i circoli nautici, le associazioni, gli esercizi commerciali legati agli sport nautici e alla ristorazione.