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Addio Macaluso, anche la Liguria piange lo storico dirigente del Partito Comunista

Si è spento a Roma a 96 anni. Minuto di silenzio in Consiglio regionale, cordoglio unanime della politica

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Genova. Anche la Liguria ricorda Emanuele Macaluso, storico dirigente del Pci scomparso la scorsa notte all’età di 96 anni. La seduta del Consiglio regionale si è aperta oggi con un minuto di silenzio in sua memoria, come ha chiesto il capogruppo del Pd Luca Garibaldi: “È stato uno degli ultimi protagonisti della Prima Repubblica e di quel mondo economico, sindacale e politico che ha segnato la nostra storia. Mi sembra doveroso chiedere a quest’aula e a questa regione alla quale Macaluso era molto legato la possibilità di ricordarlo”. Il presidente dell’assemblea Gianmarco Medusei ha accolto l’istanza, sebbene arrivata dalla minoranza.

Macaluso era ricoverato al policlinico Gemelli di Roma per problemi cardiaci aggravati dai postumi di una caduta. Nato a Caltanissetta il 21 marzo del 1924, fu esponente del Partito comunista sin dai tempi della clandestinità e venne chiamato da Palmiro Togliatti alla segreteria divenendone uno tra i più giovani componenti. Il 1 maggio del 1947 fu tra i testimoni della strage di Portella della Ginestra quando il bandito Salvatore Giuliano sparò contro la folla uccidendo 11 lavoratori e ferendone molti altri. Nel 1982 divenne direttore de L’Unità.

Anche l’aula del Senato, prima di ascoltare l’intervento del premier Conte che sta per chiedere una nuova fiducia per il suo governo, ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Macaluso. Il momento di raccoglimento è stato seguito da un applauso unanime dell’Assemblea in piedi. “Mi associo, a nome del governo, a questo ricordo del senatore Macaluso – ha detto Conte – credo che anche chi non ha condiviso le idee politiche possa condividere che è stato un grande protagonista della vita politica e culturale italiana”.

Tra i liguri c’è anche il cordoglio di Andrea Orlando, vicesegretario del Pd: “Ciao Emanuele, ciao compagno, ciao maestro. Sei stato quello che dovrebbe essere sempre la sinistra, popolo e pensiero, indignazione e speranza, riscatto e realismo. Le parole e la politica sono state le tue armi per cambiare il mondo e tu puoi dire che hai saputo cambiarlo”.