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Virtus Entella in ritiro dopo la sconfitta di Monza

Un tentativo di ricompattare le energie e ritrovare l’armonia in campo e fuori

Chiavari. Diventa sempre più difficile commentare, interpretare o comunque cercare di spiegare il momento che sta attraversando la Virtus Entella. La sconfitta di Monza, la quarta consecutiva con un totale di tredici gol al passivo e solo tre segnati, certifica una crisi che sembra quasi irreversibile sulla quale, al momento, poco ha potuto incidere il cambio di guida tecnica.

I problemi tecnici e fisici sono stati e sono tuttora tanti ma quello che preoccupa di più è la fragilità psicologica di una squadra che troppo presto si arrende alle difficoltà, che continua a subire gol alla prima palla inattiva e che non mostra più quella coesione, quella determinazione quell’unione di intenti che in passato erano state un marchio di fabbrica soprattutto nelle partite al Comunale.

L’Entella di un tempo si è smarrita; tante e diverse sono le possibili attenuanti ma nessuna che possa giustificare un andamento del genere. La partita di Monza è durata soltanto mezz’ora, il tempo di subire da Boateng due gol fotocopia da calcio d’angolo. Da lì in poi la squadra è sparita dal campo e soprattutto nel finale ha vivacchiato in attesa del triplice fischio riuscendo tuttavia a collezionare altri tre gol, con il sigillo dell’ex di turno Dany Mota e la doppietta dell’incredulo Sampirisi che due gol fino a ieri li aveva fatti in dieci anni di onorata carriera tra Serie A e Serie B.

Le “medicine” in questi casi sono poche, una di queste, che suona un po’ come “l’olio di ricino”, è il ritiro, un modo per cercare di ricompattare le energie e ritrovare quell’armonia in campo e fuori che tanto servirebbe in questi casi.

L’ultimo ritiro, al quale attaccarsi per corsi e ricorsi, risale alla vigilia di una delle partite più importanti della recente storia biancoceleste, quella che vide l’Entella sbancare lo Zini e salire per la prima volta in Serie B, proprio quella categoria dalla quale la squadra chiavarese deve cercare di non staccarsi, per non subire un altro danno economico, per ridare dignità al lavoro svolto fin qui e per non gravare ancora una volta sul movimento calcistico giovanile che ne subirebbe pesanti ripercussioni. Per tutti questi motivi è necessario rimettersi ai remi al più presto e tutti con un’unica direzione.