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Vini italiani pregiati “taroccati” e venduti all’estero: misure cautelari anche a Genova

Operazione partita in Piemonte, immesse sul mercato svizzero 54mila bottiglie contraffatte

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Genova. Un fiorente mercato di vini italiani pregiati contraffatti a livello internazionale è stato scoperto grazie a un’azione congiunta dei carabinieri di Alba, del nucleo investigativo di Cuneo e della guardia di finanza di Asti con perquisizioni in diverse province italiane tra cui anche Genova. A riportarlo è la testata online Vivere Pesaro.

L’operazione ha permesso di sequestrare complessivamente 15mila bottiglie di vino contraffatto, 19 cliché, 10.600 etichette singole, 8.393 contrassegni di stato per vini a Doc e Docg, 165.320 capsule di chiusura per bottiglie con marchi o loghi aziende vitivinicole, oltre a 200 chilogrammi di sostanze vietate in uso enologico (aromi, sciroppi e coloranti) per un valore di rivendita al dettaglio di oltre 200mila euro.

L’operazione è scattata ieri. Cinque gli arresti domiciliari e quattro gli obblighi di dimora fra il Piemonte, Genova, Pesaro, Milano, Roma e Brindisi. La banda, che agiva nell’astigiano dal 2016, è accusata di associazione a delinquere, riciclaggio, auto-riciclaggio, contraffazione di altri pubblici sigilli, frode nel commercio di bevande e contraffazione di indicazioni geografiche o denominazioni di origine alimentare.

Nel mirino dei contraffattori c’erano vini noti come Gaja, Antinori, Ornellaia e Masseto. Sassicaia, Tignanello, Sito Moresco, Amarone della Valpolicella e Ripasso. Dal 2016 al 2018 si stima uno smercio di oltre 54mila bottiglie di vino contraffatto verso il mercato elvetico, per un provento illecito di circa 932 mila euro.