Il vaso è colmo

Valle Stura, Regione chiede A26 gratis tra Masone e Ovada, ma ai residenti non basta: “Serve fino a Pra’”

"Lo 'sconto' di 1,5 euro per tutti i disagi che abbiamo patito sono un elemosina"

Genova. Dopo le tensioni dei giorni scorsi alla “frontiera” di Gnocchetto, dove una frana sta mettendo in scacco la viabilità della provinciale del Turchino da quasi 14 mesi, dalle istituzioni locali arriva la “presa in carico” del disagio da parte delle istituzioni locali, che chiedono al governo il pedaggio zero per il tratto dell’A26 tra Masone e Ovada.

Questo perchè, come è noto, la viabilità ordinaria è di fatto bloccata dalla frana che incombe sulla strada dalla alluvione del 30 ottobre scorso: nei giorni scorsi una nuova perizia dei geologi chiamati dalla provincia di Alessandria per indagare sullo stato dello smottamento, ha certificato la pericolosità della zona, ancora soggetta a infiltrazioni e possibili nuovo movimenti.

In altre parole in questi mesi, quando la strada era aperta, chi passava da quella strada ha corso un grave pericolo. Una situazione che purtroppo non è nuova per gli abitanti della Valle Stura, che dopo il crollo di parte della volta della galleria Bertè sulla A26 e dopo le ispezioni del super perito del ministero, hanno scoperto che per anni, per andare a lavorare, tutti i giorni, hanno rischiato grosso. Ovviamente a loro insaputa.

Per questo motivo la richiesta del presidente di Regione Liguria, Toti, e del suo omologo piemontese Cirio, suona tardiva e per lo meno insufficiente: “Dopo 13 mesi che siamo in questa situazione – si legge sulla pagina ufficiale del Gruppo viabilità Valli Stura e Orba – Sono mesi che gli abitanti della valle stura subisco disagi e danni economici, e la risposta è questa?”. E poi: “Lo sconto di 1,5 euro sono un elemosina”, fino alla richiesta di molti: “Almeno la facessero fino a Pra’, visto le code quotidiane che si formano sulla A26 a causa dei cantieri”.

In altre parole, dopo oltre un anno di totale caos tra autostrada, frane e sbarramenti improvvisi, chi abita in Valle Stura pretende di più dalle istituzioni e dalla politica: domani sarà il secondo Natale passato in questa sorta di isolamento a singhiozzo, e forse essendo il 2021 alle porte i tanti genovesi della valle meritano qualcosa di più. La meraviglia di Genova non è arrivata ancora nell’Oltregiogo.

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