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Valle Stura, a gennaio la prima udienza della class action contro Autostrade per l’Italia

La causa collettiva è considerata pionieristica, ma potrebbe aprire scenari inediti per tutto il paese

Genova. Il prossimo 19 gennaio sarà una data chiave per tutta la Valle Stura, ma non solo: presso il Tribunale di Genova, infatti, si terrà la prima udienza per la convalida della Class Action intentata da un centinaio di residenti della vallata, coordinati dal Gruppo viabilità valle Stura e Orba, contro la società Autostrade per l’Italia, per chiedere un risarcimento rispetto ai danni economici e morali patiti in questo ultimo anno a causa dei cantieri.

Come è noto, infatti, la Valle Stura è sicuramente uno dei territori tra i più colpiti di questa lunga stagione di manutenzioni straordinarie, la cui necessità è emersa in questi mesi in seguito alle ispezioni ministeriali di gallerie e viadotti “ordinate” dopo il crollo di parte della volta di una galleria dell’A26, proprio in questa valle.

A26 che in questi mesi è stata martoriata da lavori, scambi di carreggiate, by-pass e criticità di vario genere: insieme alle disavventure della statale del Turchino, le tante chiusure di questa tratta ha spesso isolato di fatto i comuni di Masone, Campo Ligure e Rossiglione, obbligando i cittadini a lunghi tragitti per andare a lavorare, quando si poteva, e lo stop a molte attività che hanno subito pesanti perdite.

L’azione legale collettiva, nata dalla determinazione di alcuni cittadini che hanno dato vita prima al gruppo facebook e poi portando nelle strade la loro protesta, è coordinata dall’avvocato Gianpaolo Dalessio Clementi, specializzato in contenzioso stragiudiziale e giudiziale dinnanzi ai tribunali ordinari e amministrativi, e iscritto all’albo speciale dei cassazionisti, mentre Aspi risponde con “l’artiglieria pesante”, affidando la difesa al professore avvocato Ugo Ruffolo, uno dei massimi esperti italiani nell’ambito giuridico per quanto riguarda le infrastrutture.

“Un buon segno – commentano dalla valle – segno che la questione è molto seria”: la causa è in qualche modo pionieristica, sia per la contingenza, sia per letteratura giuridica del paese, e la sua eventuale riuscita potrebbe costituire un precedente importante sul piano nazionale. Nel frattempo i cittadini della Valle Stura proseguono la loro battaglia anche per “liberare” la statale del Turchino dalla frana “orfana”, come la definemmo su queste pagine la scorsa settimana dopo la notizia dei nuovi rinvii sull’attribuzione della competenza: la questione è arrivata in Parlamento, e nei prossimi giorni si aspetta un “pronunciamento” ministeriale.