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Teatro Altrove chiuso, Loggia dei Banchi nel limbo: il centrosinistra attacca Bucci sugli spazi culturali

"Il Mercato del Carmine affidato ai privati, quello del pesce svenduto", i capigruppo di opposizione al municipio Centro Est puntano il dito contro la strategia dell'amministrazione

Genova. Non sono affatto d’accordo con il sindaco Marco Bucci (non che sia una novità, tant’è) i capigruppo del centrosinistra al municipio Centro Est. In particolare non tornano, al centrosinistra, le affermazioni del primo cittadino sull’attenzione alla cultura e sul fatto che gli spazi ad essa dedicata siano aumentati e continueranno ad aumentare.

Il nuovo casus belli è quello legato alla riorganizzazione (ridimensionamento, dicono quelli che sono contrari) della biblioteca De Amicis e della Città dei bambini al Porto antico. Ma, dando per assodato che l’amministrazione manterrà la parola data – ovvero che non ci saranno chiusure ma anzi potenziamenti – da Pd, Linea Condivisa e A Sinistra ricordano che nel centro storico si attende ancora con ansia di vedere aprire – o riaprire – alcuni spazi della cultura finiti invece nell’oblio.

Il teatro Altrove è ancora chiuso dopo due anni di bandi (assegnati) e lavori da fare. La Loggia di piazza Banchi è finalmente stata tolta dalle mani di chi ne aveva fatto un discutibile museo del cinema ma il materiale e le affissione kitsch restano lì e il progetto di un “museo della città” è al momento fermo al palo.

Generica

Ma non solo. L’altra critica che il centrosinistra avanza all’amministrazione comunale è una presunta logica ragioneristica per cui la cosa importante sarebbe far tornare i conti. “Il Mercato del Carmine che associazioni e cittadini chiedevano fosse uno spazio di aggregazione, eventi e socialità è stato affidato ad aziende private – dicono i capigruppo di opposizione al municipio Centro Est – e anche l’ex Mercato del Pesce è stato svenduto”.

“Comune e Municipio continuano a non comprendere che il valore degli immobili e degli spazi sociali va ben oltre il profitto: serve una progettualità sulla messa in rete dei locali pubblici, bisogna metterli a disposizione delle giovani generazioni e aprirli a manifestazioni culturali”, concludono Paola Bellotti, Luca Curtaz e Lorenzo Romanengo.