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Tari, il Pd attacca: “Aumenti per molte famiglie” ma la giunta Bucci respinge le accuse al mittente

Piciocchi: "Scostamenti di pochi euro legati a imposizioni dell'autorità garante". La questione dei rincari legata alla parte variabile dell'imposta

Genova. “Siamo in tre, saldo di 70 euro, totale annuo 2020 314 euro, nel 2019 erano 283 euro, nel 2018 279 euro, nel 2017 154 euro”. E’ uno dei messaggi arrivati sullo smartphone di Cristina Lodi, capogruppo del Pd in consiglio comunale e che oggi all’attacco della giunta Bucci sul tema della tari, la tassa sui rifiuti.

“Il 7 ottobre scorso il Comune ha annunciato di avere diminuito la Tari a molte categorie per venire incontro a chi è stato più colpito dal Covid, una scelta attuata da molte città, peccato che sto ricevendo continue testimonianze di persone che lamentano invece un grave aumento”. L’esponente dell’opposizione in consiglio comunale spiega che, dalle tabelle relative alla Tari 2019 e 2020 si nota un aumento anche consistente della parte variabile della tariffa mentre sono stati attuati dei tagli alla parte fissa, legata alla metratura degli appartamenti.

“Gli aumenti della parte variabile sono di circa 10 euro per i single, di 40 euro per le famiglie di tre persone, di 60 euro per quelle di sei persone, con il risultato che in molti si trovano a pagare di più dell’anno scorso”. La capogruppo del Pd continua: “Chi è penalizzato sono le famiglie con più di un membro che abitano in piccoli appartamenti, penso che sia davvero inaccettabile, sto approfondendo con le città come Milano che hanno diminuito la Tari che mi confermano che non la hanno certo aumentata alle famiglie”.

Ma il vicesindaco e assessore al Bilancio del Comune di Genova Pietro Piciocchi rispedisce le accuse al mittente: “Il valore complessivo del piano finanziario, cioè del corrispettivo che il Comune paga ad Amiu, è esattamente identico a quello dello scorso anno – spiega – il nuovo metodo tariffario imposto da Arera, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, a partire dal 2020 ha comportato in alcuni casi, ad una rimodulazione diversa della Tari tra le varie categorie”.

Quindi Piciocchi precisa che i nuovi adeguamenti “non sono scelte del Comune di Genova che applica un metodo imposto dal legislatore nazionale” e contrattacca: “Il Partito Democratico, che è al governo, potrebbe anche cambiare, se davvero ha tanto a cuore i destini delle famiglie, quello che è certo è che non si tratta di gravi aumenti ma di scostamenti di pochi euro, scostamenti assolutamente fisiologici nei meccanismi di funzionamento della Tari”.

Il vicesindaco conclude: “Respingiamo quindi fermamente ogni strumentalizzazione, soprattutto da parte di chi ha la grave responsabilità di avere lasciato a questa giunta il vero e proprio disastro di un debito del Comune verso Amiu di quasi 190 milioni di euro, mettendo a rischio la stessa azienda che questa amministrazione ha salvato dal fallimento”.