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Sviluppo economico, 5 milioni di euro a fondo perduto per le imprese che assumono in Valpolcevera

Il bando sarà attivo dal 1 al 31 marzo 2021. Investimento minimo richiesto di 300 mila euro

Genova. Approvato, con decreto del commissario delegato, il bando da 5 milioni di euro dedicato all’incremento occupazionale, in relazione agli investimenti proposti dalle imprese, nella Zona Franca Urbana di Genova, così come previsto dal protocollo d’intesa firmato a luglio scorso da Regione Liguria, organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil Liguria e Confindustria Liguria.

“Si tratta di una misura importante che destina risorse per un territorio, quello della Valpolcevera, che negli ultimi due anni ha dovuto fronteggiare una crisi senza precedenti – commenta il presidente di Regione Liguria e commissario all’Emergenza Giovanni Toti – In questo modo diamo un sostegno concreto a una zona che alle conseguenze del drammatico crollo di ponte Morandi ha visto sommarsi la crisi economica causata dall’emergenza Covid. Si tratta di contributi a fondo perduto che sono direttamente collegati alla crescita occupazionale ma anche, allo stesso tempo, agli investimenti da parte delle imprese. In questo modo si contribuisce non solo a mantenere ma a potenziare il tessuto imprenditoriale dell’area”.

Il bando, che rientra nel cosiddetto “decreto Genova”, sarà attivo dall’1 al 31 marzo 2021 e consentirà la concessione di contributi a fondo perduto in favore di piccole, medie e grandi imprese insediate nell’area della Valpolcevera entro il 31 ottobre 2020. Le imprese richiedenti dovranno necessariamente essere specializzate nel settore dell’attività manifatturiera o logistica, e verranno ordinate in graduatoria attraverso il requisito occupazionale (numero nuovi occupati/contributo concesso), consentendo ricadute sul territorio fino a 10 volte superiori rispetto all’investimento.

“Per supportare l’imprenditorialità e l’occupazione in un’area come quella della Valpolcevera, che ha subito negli ultimi anni forti ripercussioni a causa del crollo di ponte Morandi – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo economico Andrea Benveduti – abbiamo declinato un bando, che sarà attivo per tutto il mese di marzo, per consentire alle imprese che assumono nuovi dipendenti di percepire contributi a fondo perduto fino a 1 milione di euro. Questi 5 milioni sono un primo step del pacchetto da 23,5 milioni, specificamente dedicato alla reindustrializzazione della nostra regione. Ringrazio i sindacati per il lavoro di squadra messo in campo. Con lo stesso impegno valuteremo come meglio declinare i successivi 18,5 milioni, rientranti nella strategia Por Fesr Liguria 2014-2020, in considerazione anche dello sblocco nazionale dei licenziamenti che, se non verrà protratto, nei prossimi mesi potrebbe minare molti posti di lavoro”.

L’investimento minimo per presentare la domanda è di 300 mila euro, mentre il limite massimo di attribuzione dell’agevolazione, concessa attraverso un contributo a fondo perduto, è fissato a un milione di euro. Sono ammissibili spese per investimenti produttivi, opere edili e impiantistiche, digitalizzazione, ampliamento e diversificazione dell’attività.
“In questo momento di persistente difficoltà e incertezza, in particolare per le PMI – commenta il presidente di Confindustria Liguria, Giuseppe Zampini – il decreto del Commissario straordinario Toti è un’occasione unica per sostenere una politica di crescita del tessuto imprenditoriale ligure di lunga prospettiva. Confindustria Liguria si augura che si possa operare con velocità e con regole semplici per fare arrivare alle aziende un’iniezione di liquidità, unico vero vaccino per le attività imprenditoriali, che possa consentire anche la salvaguardia occupazionale”.
Soddisfazione che traspare anche dalle parole dei sindacati. A partire dal segretario generale Cgil Liguria Federico Vesigna, che sottolinea: “Con questo bando la Liguria recupera risorse dal Decreto Genova che rischiavano di andare perse. Grazie all’accordo sottoscritto nel luglio scorso tra sindacati e Regione Liguria le risorse vengono destinate alle aree di crisi industriale non complessa a partire dalla martoriata Valpolcevera. L’obiettivo è quello di finanziare formazione e occupazione di qualità con nuove assunzioni a tempo indeterminato. La nostra soddisfazione quindi non può che essere massima, anche perché le imprese che beneficeranno delle risorse messe a disposizione del bando dovranno sottoscrivere un accordo sindacale per accedere al fondo sociale europeo su formazione e riqualificazione del personale”.

“Con un accordo tra Regione e parti sociali la Liguria recupera risorse stanziate ma non spese del Decreto Genova. Si tratta di risorse che senza questo bando sarebbero ritornate allo Stato. Ora potranno essere impiegate in Liguria nelle aree di crisi in primo luogo a favore di un territorio come quello della Valpolcevera. L’obiettivo è quello di attrarre e incentivare investimenti produttivi che creano occupazione, con posti di lavoro di qualità e a tempo indeterminato sviluppando anche un percorso di formazione. È la strada giusta – confida Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria – per dare occasioni importanti a territori oggi in crisi ma che possono essere rilanciati con interventi adeguati”.
Appello che fa proprio anche il segretario generale Uil Liguria, Mario Ghini: “Abbiamo la possibilità di dare speranza a un’area di crisi. Dopo la firma del protocollo sulle detrazioni fiscali e aiuti alle microimprese, si continua con la concertazione per dare slancio, ripresa e sviluppo alla Valpolcevera segnata da due anni di crisi”.

Individuato nella Camera di Commercio di Genova, come avvenuto per le precedenti disposizioni commissariali, il soggetto attuatore della misura.