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“Sogno o ha segnato Destro?”, un lapsus spinge a riflettere sulla carriera del bomber genoano fotogallery

Una doppietta che ha stupito un po' tutti sia per la caratura dell'avversario sia per i trascorsi recenti dell'ex Bologna

“Ha segnato il Bologna! Goal di Mattia Destro”. L’errore di Fantacalcio, testata sportiva seguita da tantissimi appassionati che attendono con trepidazione le celebri pagelle tramite le quali vengono decise le sorti dell’omonimo gioco, non è passato inosservato. Destro è in forza al Genoa e la sua doppietta è stata decisiva per consentire al Grifone di ottenere un punto contro la capolista Milan.

Tuttavia, il mancato aggiornamento del nome della società risulta scusabile perché sintomatico di come l’attaccante classe 1991 non abbia gonfiato la rete con regolarità nelle ultime annate, anzi. Un lapsus che pone l’accento sulla carriera di un giocatore che sembrava destinata a ben altri numeri e che stimola la riflessione sul significato della doppietta di ieri. Un lampo estemporaneo o finalmente Godot è tornato?

La fiammella della carriera Destro sembrava destinata a spegnersi lentamente, con il Genoa deciso a puntare sul rampante Scamacca come alfiere offensivo mentre per la punta ascolana pareva profilarsi l’ennesima annata da comprimario, neanche tanto di lusso. Nel corso delle ultime tre stagioni Destro ha messo a segno soltanto dieci reti. Uno score che ha disatteso la discreta vena realizzativa messa in mostra nei primi due campionati con i felsinei (19 goal). Andando ancora a ritroso, se si esclude il campionato 2013/2014 con la Roma (13 goal), bisogna ritornare alla stagione di Siena, quella nella quale si fece conoscere, per registrare un bottino da “bomber di razza” (dodici reti in trenta gare).

Dopo questo giro immenso, il ritorno al Genoa a gennaio, la squadra con la quale segnò la sua prima rete in Serie A. I primi mesi sono stati senza squilli, fino al goal alla prima giornata col Crotone, a più di un anno dall’ultima rete (maggio 2019). “Chi ben comincia”, avrà pensato qualcuno. E invece altri mesi di oblio fino alla partita col Milan. Solo il rettangolo verde, come si suol dire, ci dirà se la carriera di Mattia Destro si arricchirà del capitolo intitolato “rinascita”, a dieci anni esatti da quel 2010 nel quale dopo sei minuti dal suo esordio con i rossoblù liguri gonfiò la rete del Chievo. La maglia è la stessa e il simbolo è sempre quello del Grifone, anche se in questo caso l’augurio non può che essere quello di seguire le orme di una fenice.