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Skytram, per pagarlo il Comune punta ai bandi Mit (e non esclude l’estensione alla Foce)

Per gestirlo una società mista pubblico-privata con dentro Amt ma su project financing e tempi di costruzioni ancora molte incognite

Genova. Eccolo lo Skytram per la Valbisagno, sei chilometri e mezzo a doppio senso di marcia, otto stazioni tra Brignole e Molassana, undici minuti per coprire tutta la vallata, 37 km/h di velocità commerciale, la possibilità di trasportare 5000 passeggeri all’ora. Tutto per circa 580 milioni di euro, per il cui finanziamento il Comune di Genova spera nei bandi del Mit e nel Recovery fund, e quattro anni e nove mesi di lavoro.

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Il progetto di Alstom-Itinera-Meridiam, approvato dalla giunta comunale con una delibera e che sarà oggetto di un bando a evidenza pubblica una volta che sarà reperito il finanziamento, è stato presentato ufficialmente questa mattina a palazzo Tursi. “Un’ottima notizia per la città” ha detto il sindaco Marco Bucci sottolineando che “questo progetto, insieme al sistema dei quattro assi di filobus, il people mover di Erzelli e il potenziamento della linea di Rfi permetterà di collegare la città a emissioni zero”.

Bucci ha anche annunciato che il Comune parteciperà il 15 gennaio a un bando del Mit per ottenere il finanziamento necessario e che punterà a una seconda call, tra sei mesi o tra un anno, per ipotizzare un prolungamento dello Skytram. La proposta presentata dal raggruppamento di imprese Itinera-Alstom-Meridiam prevede la gestione della nuova linea, per una durata di 30 anni, e la fornitura dei mezzi necessari all’esercizio.

“La possibilità di estensione fino a Prato, con altri due chilometri e mezzo, e verso la Foce – spiega Enrico Musso, coordinatore della Mobilita urbana sostenibile per il Comune – è un altro punto di forza di questa proposta”.

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Aspetto innovativo dello Skytram, il sistema di guida automatizzato, che permetterebbe di risparmiare, almeno sul lungo periodo, sul personale. In queste settimane si è sempre parlato di un project financing ma i termini dello stesso sono ancora un’incognita e lo resteranno fino a quando non si capirà quanto e se il ministero finanzierà la grande opera.

Quello che è certo, invece, è che per la gestione sarà creata una società mista di cui farà parte anche Amt: “Una società veicolo – spiega l’amministratore unico di Amt Marco Beltrami – per cui sarà possibile utilizzare lo Skytram con gli stessi titoli di viaggio Amt”.

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I piloni dell’infrastruttura, in calcestruzzo, saranno collocati a 31 metri l’uno dall’altro e non saranno in alveo del torrente ma sul marciapiede a ridosso dell’argine. Questo dovrebbe evitare le problematiche legate al piano di bacino del Bisagno (che esclude la possibilità di realizzare opere in alveo finché non sarà completato lo scolmatore). La linea sarà su sponda destra tra Brignole e Marassi per poi spostarsi su sponda sinistra fino a Molassana.

Tra i punti di forza dello Skytram, ribadiscono dall’amministrazione comunale, il fatto che potrà essere realizzato con cantieri dal minimo impatto possibile grazie a un sistema di elementi prefabbricati e a un carro di varo che posizionerà i conci.

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Il tracciato ha uno sviluppo complessivo di 6.500 metri e sono previste 8 stazioni: Brignole, Marassi, Parenzo, Staglieno, Adriatico, Bligny, San Gottardo, Molassana. Il viadotto ad “U” sul quale transiteranno i vagoni è stato progettato per contenere il rumore e le vibrazioni. Le pile saranno posizionate in adiacenza alla sponda del torrente Bisagno. La nuova linea è prevista a doppio binario per l’intero sviluppo, con scambiatori in prossimità delle stazioni di Brignole e Molassana, per permettere l’inversione di marcia dei convogli, e in prossimità delle stazioni di Staglieno e San Gottardo per garantire maggior flessibilità al sistema in caso di guasti/avarie.

“Inoltre l’impatto visivo in altezza – precisa l’assessore alla Mobilità Matteo Campora – sarà mitigato dall’esistenza di un terzo binario di alimentazione che eviterà l’installazione di una linea elettrica aerea”.

Il sindaco Marco Bucci si dice “non preoccupato dal punto di vista finanziario” e auspica “lavori il più rapidi possibile, quello che è certo è che saranno applicate le stesse regole di ponte San Giorgio, perché la città ha bisogno di quest’opera”.