Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Scalinata Borghese, Travaglini (Fokaccia): “Le mie idee ostacolate, serve una riflessione su se stessi”

Dopo la notizia del cambio di gestione e settore gastronomico (arriverà il sushi), scoppia la bufera delle polemiche

Genova. “Ho partecipato con entusiasmo alla nascita di Scalinata Borghese, e ho messo tanto impegno e denaro nella costruzione di questo locale, che ai miei occhi sarebbe potuto e dovuto diventare il più bello di Genova“. E’ un fiume in piene Massimo Travaglini, padre del marchio Fokaccia, mentre commenta sulla sua pagina facebook la notizia della prossima apertura di un ristorante legato al sushi negli spazi di Scalinata Borghese, riaperti lo scorso gennaio dopo una chiusura pluridecennale.

Travaglini, con il suo locale, è stato il protagonista della scommessa di quel iconico angolo della nostra città, che però, purtroppo, sembra non aver avuto il successo sperato, per molti motivi: “Purtroppo le mie iniziative e le mie idee sono sempre state ostacolate ed impedite da parte degli altri soci che avendo idee diverse, senza peraltro alcuna competenza nel campo della ristorazione, mi hanno messo nella condizione di allontanarmi dalle scelte aziendali”.

“Tengo a precisare che i miei locali hanno sempre funzionato e sono sempre stati frequentati ed apprezzati da tante persone – aggiunge – sono varie ragioni per cui Scalinata Borghese non è mai decollata, e forse sarebbe meglio fare una bella riflessione su se stessi piuttosto che scaricare colpe ad altri“. L’invito alla riflessione è rivolto forse a Davide Viziano, citato espressamente nel post, che a Genova24 aveva confermato la chiusura della trattativa con il nuovo gestore, Royal Sushi, e l’intenzione di iniziare la nuova stagione il prima possibile.

Silenzio invece assordante da parte della politica e dei gruppi di interesse: al momento non ci sono commenti da parte di istituzioni cittadine e associazioni, nonostante la riapertura dello scorso gennaio fu accompagnata da una grandissima campagna mediatica da parte di Comune e Regione, che fece seguito ad una grande iniziativa dal basso per la riapertura e la valorizzazione, con le parole d’ordine della genovesità e delle eccellenze locali. E’ stato un 2020 difficile, per tutti, e da quelle feste sembra essere passato un secolo.