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Sampdoria, a Verona con solo 20 convocati risultati

Candreva resta a Genova per scelta tecnica; Thorsby per squalifica; Bereszyński, Gabbiadini, Keita, Prelec per proseguire iter riabilitativo

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Genova. Se ci si dovesse avvalere della “scala di Beaufort” per dare una misura empirica del “vento” che tira a Bogliasco, probabilmente lo stato, da indicare sul brogliaccio di bordo, sarebbe “forza 9″… vale a dire “storm gale” (burrasca forte), anche se invero nulla è trapelato, per cui qualsiasi tifoso blucerchiato si augura che si tratti di una tempesta in un bicchiere d’acqua, anche perché, in conferenza stampa, Ranieri ha sciorinato la calma olimpica, tipica del “comandante di nave” che si fida dei suoi marinai, ritenuti in grado di sbrogliare le vele, senza danni a velacci e pappafico… e portare il veliero in porto (leggi fare punti al Benregodi).

Nessuna spiegazione, data dal mister, che ha sfumato volutamente l’argomento, “non convocazione di Candreva”, come una scelta tecnica, che appare, tuttavia, quanto meno strana, per una trasferta come quella di Verona, da affrontare con una rosa già priva di Bereszyński, Gabbiadini, Keita, Prelec (per infortuni) e Thorsby (per squalifica), al punto da doversi presentarsi in campo, con solo venti giocatori, quando la distinta da presentare all’arbitro ne consente ventitre…

Partita difficile, dicevamo, anche perché la Samp si predispone ad incontrare l’Hellas, dopo un filotto di sei incontri, che hanno fruttato solo due punti, col rischio di peggiorare l’inizio shock di Eusebio Di Francesco, dell’anno scorso….

Insomma, affrontare una tale sfida, col peso del “caso” Candreva, non agevola di certo, soprattutto alla luce della “coperta corta”, dovuta alle assenze, per malanni e squalifiche.

A questo punto, non resta che fidarsi di Ranieri (timoniere cui non manca certo esperienza) ed incrociare le dita, perché anche il Crotone ha iniziato a correre (dopo aver battuto lo Spezia, ieri ha preso un punto ad Udine).

Probabilmente, davanti ad Audero, giocheranno Ferrari, Yoshida (o Tonelli?), Colley ed Augello, mentre a centrocampo ci saranno Ekdal ed Adrien Silva, con Jankto a destra e Damsgaard a sinistra, entrambi a piedi invertiti, nel tentativo di limitare al massimo la velocità dei veronesi sulle fasce, ma soprattutto di contrastarli a livello di intensità e concentrazione, in ogni parte del campo, sperando, poi, che il trequartista Gastón Ramírez (ma più facilmente l’ex Verre) trovi l’illuminazione per mandare in porta Quagliarella, sempre che il “comandante” non decida di mandare “in coffa”, sulla sommità dell’albero di maestra, il nocchiere La Gumina…