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Rimessa filobus a Quarto, parte la raccolta firme per salvare il parco di via delle Campanule

"Diciamo no al sacrificio ambientale e alle decisioni calate dall'alto senza la partecipazione dei cittadini"

Genova. Una raccolta firme per fermare il progetto del Comune di Genova che prevede la costruzione di una nuova rimessa dedicata ai filobus al posto dell’odierna area verde dei giardini pubblici “8 marzo”. Questa l’ennesima iniziativa messa in campo dai residenti di Quarto per salvare il polmone verde del quartiere, residenti che in questi mesi hanno già ribadito la loro contrarietà alla nuova infrastruttura resasi necessaria dal nuovo disegno del trasporto pubblico del Pums.

Dopo il no del Municipio (il no al progetto è arrivato spaccando di fatto la maggioranza di centro destra), dopo la contestazione sotto Palazzo Tursi, arriva quindi la petizione on line che punta ad allargare il fronte della solidarietà tra cittadini, e che in queste prime ore ha già fatto registrare alcune centinaia di adesioni, che moltiplicano di fatto il peso del comitato promotore, che in queste settimane ha attivato decine di persone.

“Campanule è un’area verde attrezzata, nel cuore del Levante Genovese, salvata al degrado ed all’incuria delle amministrazioni Comunali grazie alla fatica di abitanti e volontari – si legge nel comunicato stampa che accompagna l’iniziativa – In Valletta Campanule sono presenti associazioni che ne curano il verde, a seguito di regolare procedura di affidamento, inoltre, su di essa sono state impiegate risorse pubbliche e private per renderla così com’è oggi: un’isola di verde di relax e sport, amata da bambini, anziani, animali, sportivi e da tutte le famiglie che ogni giorno si affacciano al balcone e ne godono la bellezza. Campanule è un ecosistema che oggi rischia lo stravolgimento“.

Secondo i primi dettagli del progetto, in quest’area sarebbe costruita una rimessa per 50 mezzi, di cui 30 da 18 metri ciascuno, officina, uffici per Amt e un grande parcheggio per automobili. La giunta ha provato a venire incontro ai residenti optando per l’esclusione dal rimessaggio di mezzi con propulsori a combustione, ma questo non è bastato a placare i cittadini: “Diciamo no al sacrificio ambientale – scrivono i promotori della petizione – no alle decisioni calate dall’alto senza la partecipazione dei cittadini, no ad un’opera dall’impatto devastante sul paesaggio, sulla socialità e sulla qualità della vita dei cittadini”.