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Riforma dei municipi, Chiamami Genova e Leu: “Inutile partire dalla legge elettorale”

"Si dovrebbe partire dal definire funzioni, responsabilità, budget e autonomia dei municipi"

Genova. Riceviamo e pubblichiamo dal gruppo consiliare comunale e i gruppi consiliari municipali di “Chiamami Genova – Putti Sindaco” e dal gruppo consiliare municipale Liberi e Uguali del II Municipio Centro Ovest.

“Ancora una volta siamo di fronte all’ennesimo maldestro tentativo di riforma dei municipi. La proposta che il consigliere comunale delegato Stefano Costa, di cui apprezziamo lo sforzo, per conto della maggioranza di centrodestra, ha portato in discussione nelle commissioni dei nove municipi è naufragata prima di prendere corpo, visto che la sua delega è stata rimessa, dallo stesso Costa, nelle mani del sindaco Bucci.

Ancora una volta si sarebbe partiti, per ripensare i municipi, dalla legge elettorale, senza ritenere che prima di scegliere il metodo con cui si intenda dare una governance a qualcosa, forse sarebbe opportuno stabilire, prima, con precisione, a cosa debba servire quel “qualcosa” e cosa si vuole che esprima.

Diciamo “ancora una volta”, perché lo stesso tentativo venne effettuato dalla precedente giunta di centrosinistra che nella primavera del 2017 presentò una modifica alla legge elettorale del Municipio, senza poi darvi corpo, ma anche senza definire meglio compiti ed attribuzioni dell’autonomia municipale. E tutto questo in nome della “governabilità”.

Noi chiediamo: governabilità di che cosa, dato che i Municipi al momento non hanno né autonomia finanziaria sufficiente, né servizi di manutenzione o pulizia propri per adempiere alle più semplici necessità, dovendo dipendere per questo, in tutto e per tutto dal Comune di Genova? Governabilità di che cosa, data la scarsa quando non nulla attenzione che il Comune dà alle
richieste e segnalazioni che provengono dal municipio?

Se si vuole veramente e seriamente lavorare ad una “riforma” (lasciata incompiuta nel passaggio da Circoscrizioni a Municipi) del cosiddetto Decentramento Amministrativo, si dovrebbe partire dal definire funzioni, responsabilità, budget e autonomia dei Municipi prima di decidere come lo si elegge.

Ma questo, anche non molto velatamente, non pare essere per nulla l’intenzione di chi sta amministrando ora il Comune di Genova, preoccupato solo di come potrà consolidare, con un sistema elettorale utile, la propria permanenza che evidentemente ritengono certa, tanto da aver indotto “per divergenze di opinioni”, il consigliere delegato Costa e rimettere il suo mandato nelle mani del Sindaco Bucci.

L’attuale amministrazione comunale sta centralizzando parecchie delle attività una volta delegate ai municipi e non è chiaro come l’ordine di priorità per effettuare gli interventi necessari nei vari municipi venga deciso.

A causa dello stesso spirito accentratore, è sempre più difficile per gli abitanti dei Municipi partecipare attivamente alla vita dei loro quartieri in quanto le decisioni vengono prese centralmente senza passare attraverso i municipi, l’ente che dovrebbe essere preposto a rinsaldare il legame tra politica e cittadinanza.

Citiamo ad esempio l’installazione dei bidoni per la raccolta dell’umido, fatta senza informare i municipi, che avrebbero sicuramente suggerito al Comune criteri e modalità più adeguati e sicuri. Solo un esempio, la lista di questi episodi è lunga.

La cittadinanza contatta il municipio per richieste o lamentele su fatti di cui nella maggior parte dei casi il municipio è all’oscuro in quanto non informato dal Comune e non può quindi rispondere adeguatamente alle domande dei concittadini. Ciò provoca ulteriore frustrazione degli stessi e aumentato senso di sconforto verso le istituzioni. Noi chiediamo quindi che si definisca innanzi tutto il contenuto sul quale, successivamente, si dovrà trovare il dispositivo elettorale più adeguato per poterlo amministrare con ragionevole continuità.