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Rientro a scuola, Genova pensa a usare i bus turistici per gli studenti delle superiori

L'obiettivo è affittare una trentina di mezzi da impiegare in servizi navetta point-to-point, venerdì il vertice in prefettura

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Genova. Dopo tante discussioni, e dopo il grido di dolore di una categoria in ginocchio non senza vittime, finalmente la proposta è arrivata nelle sedi istituzionali: utilizzare i pullman turistici per servizi navetta dedicati agli studenti delle scuole superiori in vista del ritorno in classe a partire dal prossimo 7 gennaio come prevede il nuovo Dpcm.

L’idea è emersa oggi durante un confronto preliminare in prefettura in attesa della prima riunione del tavolo che vedrà coinvolti Regione, Comuni, Città metropolitana, le aziende dei trasporti e l’Ufficio scolastico regionale per organizzare l’operazione rientro a scuola con un punto fermo inderogabile: i mezzi pubblici potranno essere riempiti al massimo fino al 50%.

Molto dipenderà da quanti soldi arriveranno dal ministero dei Trasporti per finanziare servizi aggiuntivi. In base alle risorse disponibili Amt emetterà un bando rivolto a imprese private. L’idea è quella di affittare una trentina di autobus da impiegare su linee point-to-point disegnate sulla falsariga dei servizi speciali che erano stati attivati durante la seconda ondata.

A differenza di quell’esperimento, però, non si tratterebbe di normali vetture aggiuntive che effettuano tutte le fermate, ma di collegamenti diretti riservati agli studenti tra i principali nodi d’interscambio (Brignole, Principe, Sampierdarena) e i poli scolastici più frequentati. In pratica un servizio scuolabus su larga scala. Questa impostazione permetterebbe di superare gli ostacoli che avevano escluso la possibilità di usare i bus turistici: pochi posti a bordo, porte strette, tempi lunghi per salire e scendere.

Da oggi ci sarà esattamente un mese a disposizione per tarare tutti gli ingranaggi. L’obiettivo di Tursi è mettere Amt in condizioni di pubblicare il bando per l’affidamento del servizio in tempo utile per il primo giorno di scuola del nuovo anno.

Nel frattempo, però, il Comune tornerà a chiedere che le scuole adottino ingressi scaglionati su un arco di tempo più esteso. Su questo l’assessore Matteo Campora era entrato in polemica a distanza coi presidi che avevano respinto al mittente le accuse di disorganizzazione. Tuttavia non sarà facile convincere i dirigenti: se una classe entra alle 9.30 anziché alle 8 potrebbe doversi organizzare per la pausa pranzo e quindi per lezioni anche di pomeriggio, con ripercussioni sull’orario di docenti e collaboratori.