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Ricchi e all’estero ma percepivano l’assegno sociale Inps, altri sei denunciati

Uno degli indagati viveva in Francia dove lavorava come pubblicitario e ristoratore eppure aveva il sostegno pubblico come ausiliario del traffico

Genova. Vivevano all’estero ed erano benestanti, eppure percepivano l’assegno sociale, altre sei persone denunciate dai carabinieri del nucleo investigativo di Genova dopo una complessa indagine – denominata Papa Trafic – iniziata nel 2018. Altri 13 “furbetti” erano stati denunciati per la stessa ragione a settembre,

I controlli, sviluppati in sinergia con l’Inps, hanno riguardato un periodo compreso tra il 2006 e il 2009. È stata analizzata una corposa lista di persone, sia italiane che straniere, filtrata attraverso una serie di verifiche incrociate sulle diverse banche dati disponibili al fine di focalizzare gli approfondimenti di indagine su quelle posizioni ritenute particolarmente sospette rispetto ai richiamati requisiti.

Ha diritto all’assegno sociale Inps, infatti, chi abbia più di 66 anni e 7 mesi, sia residente in Italia (e non stia all’estero per più di 30 giorni consecutivi) e abbia un reddito inferiore ai 5889 euro all’anno.

Gli accertamenti hanno documentato come alcuni indagati, seppur in possesso di rilevanti patrimoni di beni mobili e immobili, in taluni casi superiori a centinaia di migliaia di euro e pertanto in grado di garantire il mantenimento di un elevato tenore di vita, abbiano dichiarato un sedicente stato di bisogno derivante dal non avere reddito o percepirne uno inferiore ai predetti limiti di legge.

Altri, benché da tempo residenti in paesi esteri, ove peraltro sono risultati svolgere attività lavorative retribuite in misura superiore ai richiamati minimi reddituali annui, hanno certificato di conservare una residenza stabile e continuativa sul territorio nazionale da almeno dieci anni, presupposto necessario per il mantenimento del diritto alla prestazione in quanto l’assegno sociale non è erogabile all’estero.

I carabinieri di Genova hanno anche scoperto due casi in cui entrambi i coniugi, pur non avendone titolo, avevano inoltrato le singole domande beneficiando dell’assegno sociale.

Insieme alla denuncia a piede libero è stata avanzata all’autorità giudiziaria una richiesta di sequestro preventivo per un importato di circa 140 di euro, l’equivalente delle somme indebitamente percepite, che si aggiungono ai 500 mila già sequestrati a settembre.

E il nome Papa Trafic dato all’indagine? Uno degli indagati si era stabilito in Francia, lavorava nei settori della ristorazione e della pubblicità, e ha ricevuto saltuariamente dei compensi dall’amministrazione locale perché come ausiliare del traffico aiutava i bambini ad attraversare davanti alla scuola.