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Porto, manca il decreto per sorveglianza radiometrica. Spediporto: “Dal 26 ci sarà il blocco”

"Di tempo per mettere apposto le cose ce ne è stato, la normativa radiometrica attende da 10 anni"

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Genova Entro la data del 15 Dicembre il Mise avrebbe dovuto emanare un Decreto in cui fissare in modo preciso e puntuale l’elenco dei prodotti a cui applicare, in fase di sbarco in un porto italiano, la sorveglianza (controllo) radiometrico. In assenza del citato decreto tale controllo verrà esteso senza limitazioni a circa il 70% delle merci importate nel nostro Paese, rendendo di fatto impossibile la consegna di ogni tipologia di prodotto che includa parti metalliche.

A sottolinearlo Giampaolo Botta di Spediporto: “Facciamo un esempio: le viti presenti nei mobili da montare, le fibbie e bottoni nei vestiti, qualsiasi prodotto includente parti metalliche, anche in piccole quantità, sarà soggetto a controlli. L’Italia sarà l’unico Paese in Europa ad avere una normativa così penalizzante per la propria economia”.

“Di tempo per mettere apposto le cose ce ne è stato – sottolinea – la normativa radiometrica attende da 10 anni una sua ridefinizione, ma nulla è stato fatto. Anche le nostre lettere inviate mesi fa sono restate inevase. Questo Paese, le sue amministrazioni non solo non hanno da decenni una visione economica ma neanche sanno gestire, con diligenza e buon criterio, l’ordinaria amministrazione cosi che a farne le spese saranno le importazioni italiane di prodotti lavorati e semilavorati. Una vera assurdità, i controlli radiometrici devono esserci ma devono essere mirati a tutelare la salute di lavoratori e cittadini, non a massacrare l’economia italiana gia fragile e precaria. Ministro rispondi agli appelli delle categorie economiche sul punto, batti un colpo se esisti”.