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Ponte Morandi, Cozzi: “La perizia è una prova, non un’ipotesi della Procura”

"Il crollo del ponte non è un fatto avvenuto così, ma è rivelatorio di un sistema complessivo".

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Genova. “La perizia è un caposaldo dell’inchiesta. Questa è una prova, non una ipotesi della procura”. Lo ha detto il procuratore di Genova Francesco Cozzi il giorno dopo la consegna della perizia sul crollo del Morandi da parte dei periti del gip.

La perizia che è una relazione tecnica che viene richiesta dal giudice (in questo caso il gip) e viene svolta in ‘contraddittorio’ tra le parti. Diventa formalmente una prova del processo che in questo caso viene anticipata rispetto al rinvio a giudizio: è stata volta infatti nell’ambito dell’incidente probatorio, ma appunto è una prova a tutti gli effetti. La discussione della perizia avverrà in tribuale a partire dall’11 febbraio.

“Il crollo del ponte non è un fatto avvenuto così, ma è rivelatorio di un sistema complessivo” ha detto ancora il procuratore.

“Si tratta di un gran lavoro dei periti, lavoro che è conforme alle risultanze che venivano dalle nostre consulenze tecniche su materiale raccolto dalla guardia di finanza” ha proseguito Cozzi. “Ora si tratta di collegare le risultanze delle perizie con i singoli comportamenti umani”.