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Piste ciclabili, nuovo appello a Bucci: “La svolta green non c’è stata, ora faccia dietrofront”

Giacomo Puppo, fondatore del gruppo Facebook anti-ciclabili, rilancia: "Non c'è stata alcuna invasione di biciclette, accantoni il progetto"

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Genova. “Le piste ciclabili sono sempre immutate, incomplete ed insensate. La cosiddetta svolta green non c’è stata, così come non c’è stata la tanto auspicata invasione di biciclette”. Giacomo Puppo, amministratore e ideatore del gruppo Facebook “No alle piste ciclabili d’intralcio alla viabilità ordinaria” che in pochi mesi ha raggiunto il traguardo di 4mila adesioni, mette nel mirino il sindaco Marco Bucci dopo le polemiche che hanno portato alla sospensione temporanea (oggi l’ultimo giorno, domani tornerà in funzione) della corsia riservata alle bici in corso Italia.

Sei mesi fa, quando la pista ciclabile più discussa di Genova fu creata, Puppo aveva lanciato una petizione su Change.org per chiederne la rimozione. Da allora sono state raccolte poco più di 1.500 firme.

“Abbiamo pazientemente atteso l’evolversi dei fatti, dando margine alla valutazione del progetto ciclabile nelle differenti stagioni, nelle diverse ore della giornata e comunque con un traffico mai a pieno regime a causa delle limitazioni dovute all’emergenza sanitaria – prosegue Puppo – Abbiamo auspicato la correzione del progetto del Comune nella speranza che questo venisse migliorato, modificato o addirittura interrotto, ponendoci sempre in maniera costruttiva nei confronti del dialogo ma soprattutto del ragionamento basato sui fatti concreti e non su un miope idealismo distante dalla realtà. Ma tutto ciò non ha portato a nulla”.

Per i detrattori della pista ciclabile “l’unico effetto certificato sono stati i costanti disagi causati dalle quotidiane code in corso Italia, viale Brigate Partigiane, via Barabino, via Rosselli, via Righetti e in tutto il quartiere della Foce, dal traffico infernale nei periodi critici come Salone Nautico, Natale o tutte le volte che piove (e che han portato a diverse soppressioni provvisorie della ciclabile a riprova del fallimento del progetto). Tutto ciò è stato fatto solo per dare spazio a poche biciclette e monopattini in estate (senza targhe, regole, caschi e spesso non rispettosi del codice della strada) e per avere delle corsie deserte in autunno e in inverno”.

Alla luce di tutto questo il gruppo chiede nuovamente a Bucci e alla giunta di “fare marcia indietro, che si torni allo status quo e che si accantoni questo progetto” perché “è evidente che non ci sono le condizioni per realizzarlo Dal canto suo, però, il sindaco ha confermato che la rete d’emergenza verrà prolungata e la pista ciclabile in corso Italia verrà tenuta al suo posto, anche se in futuro verrà sostituita da un tracciato strutturale vero e proprio che consentirà di recuperare due corsie per gli altri veicoli.

“Infine – conclude Puppo – chiediamo che i cittadini, tramite i Municipi, ma soprattutto tutti gli utenti interessati da una modifica sostanziale della loro quotidianità, siano resi partecipi e ascoltati in merito ad eventuali progetti futuri: i blitz notturni, come quello che ha portato alla realizzazione della pista in corso Italia, o ignorare gli effetti reali causati da delle modifiche sostanziali sono metodi irrispettosi verso chi paga salatissime tasse comunali e contrari al buon governo nel nome della collettività”.