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Piste ciclabili, Fiab al Comune: “Utilizziamo il recovery fund per la mobilità green”

L'associazione che promuove il ciclismo urbano torna alla carica con un documento diffuso a livello europeo

Genova. Il Recovery Fund è lo strumento individuato dalla Commissione europea per rilanciare le economie dei Paesi membri dopo la crisi causata dall’epidemia di coronavirus. Tra gli obiettivi dello stesso vi è quello di accelerare la transizione verde attraverso investimenti per un’Europa sostenibile che raggiunga un impatto climatico zero entro il 2050.

“La mobilità ciclistica può aiutare a raggiungere questo obiettivo e gli investimenti ad essa dedicati rientrano a pieno titolo fra quelli ammessi per la transizione verde – dice Romolo Solari Presidente di FIAB Genova – Per aiutare le città ad accedere ai fondi di recupero e resilienza del Recovery Fund la ECF European Cyclists’ Federation, di cui FIAB fa parte, ha pubblicato una guida specifica per ognuno dei 27 paesi membri dell’Unione”.

Ogni guida è concepita per orientare le autorità locali e regionali ad utilizzare i fondi strutturali Ue in ottica di sviluppo della mobilità ciclistica e del turismo in bicicletta. “Oggi abbiamo inviato la guida dedicata all’Italia al sindaco Bucci e all’assessore Campora sperando che ne facciano tesoro per lo sviluppo della mobilità ciclistica cittadina”, continua la Fiap.

La federazione europea delle associazioni di cicloamatori nella guida dà una panoramica del paese inquadrando alcune cifre essenziali. Il 23% delle emissioni di gas a effetto serra sono provocate dagli spostamenti delle automobili; Roma si è impegnata a ridurre del 53% le emissioni entro il 2030; per quanto riguarda le città sono 35 i PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) approvati finora. Ma quali sono i freni che hanno finora impedito all’Italia di procedere verso una transizione green?

L’inquinamento automobilistico è aumentato negli ultimi cinque anni. Il 3,3% della popolazione (ovvero 2 milioni di persone) abita in aree dove non si rispettano gli standard sulla qualità dell’aria. Oltre l’80% dei viaggi viene fatto con l’auto privata.

Per accedere ai fondi del Recovery Fund e finanziare infrastrutture e politiche bike friendly, ECF raccomanda di fare leva sul National Energy and Climate Plan, che anche l’Italia ha sottoscritto con impegni e obiettivi da raggiungere. Contiene incentivi alla mobilità ciclistica attraverso al realizzazione di piste ciclabili, promozione e diffusione della mobilità in sharing per disincentivare l’utilizzo dell’auto privata, integrazione fra loro di tutti i servizi di mobilità attiva: intermodalità bici+treno e parcheggi scambiatori sono soltanto alcuni esempi.

“Stando a ECF, questi interventi di medio-lungo periodo permetterebbero all’Italia di ottenere finanziamenti dal Recovery Fund”, concludono dalla Fiap Genova.